Colbordolo: la maggioranza taglia la solidarietà

solidarietà 3' di lettura 27/11/2011 -

Grave, gravissima la decisione della maggioranza di sinistra (ma ha ancora un senso questa parola?) di Colbordolo che, nel corso dell’ultimo consiglio comunale ha approvato una delibera che azzera tutte le regole basilari del concetto di solidarietà in una comunità territoriale.



In un colpo solo, con la modifica di una tabella allegata al Regolamento dei Servizi Sociali e Scolastici sono state praticamente cancellate quasi tutte le esenzioni per le famiglie a basso reddito per quel che riguarda le tariffe della mensa e del trasporto scolastico.

Fino a ieri infatti le fasce di esonero erano suddivise per reddito ISEE: fino ad un valore di € 3.500 l’esenzione era al 100%, da € 3.500 ad € 5.000 si pagava solo il 50% della tariffa mentre da € 5.000 ad € 6.500 lo “sconto” era del 25%. Una formula di “aiuto” che coinvolgeva più di 100 famiglie del Comune!

Da domani, con un taglio che definire drastico sarebbe un eufemismo, potranno godere di un esenzione dalle rette di mensa e trasporto scolastico pari al 50% della tariffa solamente le famiglie con indicatore ISEE fino a 3.500 euro. Il resto è stato cancellato!

100 famiglie a basso, bassissimo reddito, saranno costrette a nuovi sacrifici perché per il Comune, come scritto nella delibera “si impone una politica di riduzione e razionalizzazione delle spese”.

Se la parola “risparmio” sui capitoli di spesa sociale è quasi sempre ingiustificabile questa volta è davvero assurda considerando che si tratta forse di una decina di migliaia di euro (il dato preciso non è stato allegato alla relazione sulla delibera) ed essendo una modifica effettuata ad anno scolastico in corso non se ne ravvisava nemmeno l’urgenza tale da salvaguardare il bilancio 2011.

Il gruppo di minoranza ha provato in ogni modo a scongiurare questo errore, proponendo di sospendere la decisione e rimandare ad una valutazione più ponderata in sede di commissioni consiliari, invitando contestualmente la Giunta a definire una volta per tutte un serio piano di controlli sulle autodichiarazioni ISEE (perché non si può ipocritamente pensare che tra quelle 100 famiglie non ci sia nessuno che fa il furbo) e dare finalmente consistenza a quella convenzione con la Guardia di Finanza firmata nel lontano 2008 ma mai messa in pratica. A fronte di questo avremmo potuto valutare con positività anche l’esternalizzazione del servizio di refezione scolastica, grazie al quale l’Amministrazione risparmierà altre decine di migliaia di euro. Ma non potevamo (e infatti non l’abbiamo fatto) vedere il Comune risparmiare da una parte e far pagare le famiglie dall’altra.

Non vogliamo fare i “buonisti” di turno né tantomeno fare demagogia sui servizi sociali (in questi anni ne abbiamo sentita fin troppa), chiediamo solo che chi ha diritto (ma solo chi lo ha realmente) ad una esenzione totale o parziale dal pagamento delle tariffe sui servizi di mensa e trasporto scolastico continui a beneficiarne perché se c’è da risparmiare non lo si può fare sulla pelle della povera gente.

Il Sindaco Pensalfini ha quindi comunicato che al posto delle esenzioni ci sarà una disponibilità di contributi sociali che però verranno concessi su richiesta personale e dopo valutazione dell’assistente sociale. Ma a che scopo? Costringendo padri di famiglia a recarsi in Comune con il cappello in mano a reclamare l’elemosina? E quali saranno i criteri di valutazione caso per caso?

A questa ipotesi alquanto maldestra rispondiamo che per i sussidi economici non esiste criterio più oggettivo delle dichiarazioni ISEE che però, lo ribadiamo con convinzione, vanno fatte verificare!

La Giunta afferma che Colbordolo è sull’orlo del baratro e che urgono misure drastiche! Per il momento si vedono solo misure ingiuste!


da Gruppo Consiliare \'Liberi Per Colbordolo\'




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-11-2011 alle 18:57 sul giornale del 28 novembre 2011 - 922 letture

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