Morte nei cantieri, Cgil Cisl e Uil: 'Non spegniamo i riflettori sulla sicurezza nel luoghi di lavoro'

sicurezza sul lavoro 1' di lettura 07/11/2011 -

Oltre al dolore e al più profondo cordoglio che abbiamo espresso alla famiglia del giovane operaio morto qualche giorno fa, schiacciato da una ruspa mentre lavorava sull’A14 per la costruzione della terza corsia, come organizzazioni sindacali di categoria Fillea, Filca e Feneal auspichiamo che l'autorità giudiziaria faccia prontamente chiarezza sulle cause, dirette e indirette, dell’infortunio mortale.



Oltre al cordoglio però ci preme denunciare con forza che nonostante i numerosi controlli da parte degli enti preposti, la formazione e, in questo caso, l’adempimento da parte della ditta affidataria dei lavori, esiste una smisurata frantumazione produttiva nella catena degli appalti e degli affidamenti aggravata da contratti di lavoro atipico, da carichi di lavoro troppo elevati, dalla precarizzazione dei rapporti di lavoro.

Tutti fattori che contribuiscono ad allungare la drammatica lista di morti sul lavoro perché sono la causa degli infortuni in questo settore. Sono carenze che da anni denunciamo e che ogni volta, a tragedia avvenuta, ci danno la sensazione di aver parlato al vento. In questo ultimo drammatico caso abbiamo chiesto immediatamente un incontro con la ditta Pentapoli e la società Autostrade e un ulteriore incontro con l’assessorato regionale alla Sanità. Non vorremmo che quest’ultima fosse un’altra morte inutile. E’ inammissibile il ripetersi di simili incidenti e abbiamo intenzione di continuare con tutte le nostre forze nell’ opera di sensibilizzazione, in tutte le riunioni, in tutti i luoghi di lavoro e a tutti i livelli, per far sì che il prezzo del lavoro non sia quello della vita.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-11-2011 alle 16:54 sul giornale del 08 novembre 2011 - 896 letture

In questo articolo si parla di attualità, cgil, cisl, uil, sicurezza sul lavoro

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