Ambientalisti: 'Gli ecosistemi fluviali della provincia di Pesaro ed Urbino stanno morendo'

Fiume 3' di lettura 09/09/2011 -

La prolungata siccità e i prelievi alle sorgenti e lungo i corsi d’acqua hanno letteralmente seccato ruscelli e fiumi: il Cesano è ormai solo una pista per escursioni abusive di quad, il Metauro prima di Fossombrone è quasi del tutto asciutto, e non se la passano meglio il Foglia e il Conca.



Le continue morie di pesci, a cui spesso basta solo qualche pozza d’acqua per sopravvivere, testimoniano che per lunghi tratti di fiume la vita acquatica è in forte difficoltà. Eppure basterebbe poco, alcune decine di litri al secondo, quei litri che sono rubati dalle decine (o centinaia) di pompe abusive o di pozzi che pescano in alveo, o che sono sprecati per lavare cortili o annaffiare prati privati e pubblici.

Il Presidente della Provincia ha emanato un’ordinanza che “fino al 30 settembre 2011, vieta il prelievo e l’utilizzo, a qualsiasi uso, su tutto il territorio del bacino del fiume Metauro, delle acque superficiali derivate o attinte, ad eccezione di prelievi suscettibili di utilizzo nell’ambito umano”. Ma nonostante questo provvedimento, nonostante gli allarmi e i richiami dell’A.A.T.O. n. 1, nonostante le ordinanze comunali (dove ci sono!) irrigatori continuano ancora oggi a zampillare nelle aiuole, nelle rotatorie, nei campi e nei campi sportivi, da Fano a Urbino da Apecchio a Carpegna. Ma i controlli dove sono? Siamo estremamente preoccupati dalle dichiarazioni apparse sulla stampa: la Polizia Provinciale in quanto ai controlli dice che è un fatto di “volontà politica” (Il Resto del Carlino), Daniele Gattoni afferma che “ogni anno eleviamo qualche sanzione, circa una decina” (Il Messaggero), invece Stefano Gattoni (Ufficio Acqua e Difesa del Suolo) ammette che “ipotizziamo dai 20.000 ai 30.000 pozzi abusivi”.

Ci sembra di intravedere un sistema di illegalità e di abusi a cui nessuno pone un freno, che insieme ad una cultura dello spreco, mette in ginocchio il sistema fluviale. Se le notizie di stampa sono aggiornate (solo due sanzioni da parte della Polizia Municipale di Pesaro negli ultimi sette giorni) ci sembra che non si facciano tutti gli sforzi necessari per colpire i prelievi abusivi o per gli usi impropri dell’acqua comunale. Altra anomalia è data dall’ordinanza del Presidente della Provincia, che non solo giunge in ritardo, ma che vieta i prelievi solo dal bacino del Fiume Metauro, e gli altri fiumi provinciali?

Forse non sono considerati perché non sono utilizzati per gli acquedotti di Fano e Pesaro? Facciamo quindi un appello agli organi in indirizzo affinché siano mobilitate le forze dell’ordine competenti, affinché sia effettuato un controllo puntuale su tutto il territorio provinciale, in particolare lungo le aste fluviali e lungo i torrenti, per bloccare e sanzionare i prelievi non autorizzati e gli utilizzi in violazione delle ordinanze sindacali. Invitiamo infine tutti i sindaci ad adottare l’ordinanza di limitazione dell’uso di acqua proveniente dal pubblico acquedotto richiesta dall’AATO n. 1.

ARGONAUTA

Luciano Poggiani

LA LUPUS IN FABULA

Flavio Angelini

FEDERAZIONE PRO NATURA

Mauro Furlani






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-09-2011 alle 17:01 sul giornale del 10 settembre 2011 - 692 letture

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