LibertàEguale: considerazioni su Mario Draghi, Matteo Ricci e Simona Ricci

LibertàEguale 7' di lettura 06/09/2011 -

Su Draghi e Ricci, ovvero su Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, e su Matteo Ricci, Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino. E all’ultimo istante su Simona Ricci.



Su Draghi

Il 31 maggio scorso, insieme al Rapporto sullo stato dell’Economia Italiana, Mario Draghi legge, come succede sempre, le sue “Considerazioni finali”. Nell’ultimo capoverso si legge: “ Già nel mio intervento pubblico da Governatore nel 2006, notavo come l’economia italiana apparisse insabbiata, …ma che i suoi ritardi strutturali non andavano intesi quali segni di un declino ineluttabile…. Poche settimane dopo, mi rivolsi a voi con le parole, tornare alla crescita. Con le stesse parole vorrei chiudere queste Considerazioni finali”. Le mie riflessioni sul Pensiero di Mario Draghi saranno essenziali. Se il Governatore dice, a riguardo dell’economia Italiana “che i suoi ritardi strutturali non andavano intesi quali segni di un declino ineluttabile” significa che esiste una interpretazione dei fatti, che vede il declino economico e produttivo italiano come ineluttabile. Che il Governatore, futuro Presidente della BCE, debba snocciolare i suoi dati e le sue Letture, in chiave positiva, è pure immaginabile, dato il ruolo che ricopre, eppure io penso che il declino economico e produttivo italiano sia ineluttabile. La sua Lettura, di declino non ineluttabile, mi pare un gesto di inutile cortesia istituzionale, e giungo a pensare che Draghi pensi, senza poterlo dire, che tale sia il declino Italiano. Ma il Governatore della Banca d’Italia non può dirlo. L’Italia è, a parere mio, un Paese in declino strutturale e ineluttabile. Lo è l’Europa nel suo complesso, e nel complesso Europeo, l’Italia lo è particolarmente. Lo è da vari decenni, ed il quindicennio Berlusconiano, ha vistosamente dilatato il ritardo strutturale Italiano, dal resto dei Paesi Economicamente avanzati, sia Europei che di altre Aree continentali. Si tratta di un ritardo incolmabile, poiché è contestuale ad un riposizionamento delle Economie mondiali. L’Italia perderà irreversibilmente, la rilevanza Economica che ha avuto fino ad ora. Queste sono le mie Considerazioni!

Su Ricci

Cercherò la massima brevità e diplomazia, trattandosi del “mio” Presidente. Matteo Ricci (lo scrivo per i non Marchigiani e Pesaresi che leggono) è certamente tra i Politici locali, con ruolo Amministrativo, nel Pesarese e nelle Marche, forse tra i meno banali. (insieme a pochissimi pochissimi altri) Meno che 40enne, si muove sul piano mediatico, e un po’ anche su quello Politico. In questi mesi, ha formulato l’idea che il benessere dei Cittadini non si misura solo con il PIL Economico, ed ha aggiunto, come altri hanno fatto, fuori le Marche e Pesaro, e fuori d’Italia, l’idea di Felicità, come fattore del Benessere Sociale oltre che Individuale. Ottima Idea! I romani (intendo dire quelli dei secoli passati) coniarono il termine di “Panem et Circenses”, per rappresentare la formula del benessere popolare, e quelli del NeoRealismo Italiano, dicevano “che i soldi non sono tutto nella Vita”, e poi è venuta la Dolce Vita. Quelli non avevano i SocialNetwork a sostegno, ma, diciamo, l’Idea ce l’avevano già. Ad onor suo, va detto che nessuno nelle Marche ci aveva pensato prima, quindi si è preso i diritti mediatici dell’idea, e li sta facendo valere, nella Società mediatica che va rappresentando in giro. Ho potuto ascoltarlo in varie circostanze Seminariali e Convegnistiche, non ultima, in quanto dipendente dell’Amministrazione Provinciale, poiché ha pensato, da illuminato, e democratico quale è, di riunire i Dipendenti Provinciali, per presentare loro il “Piano Strategico della Provincia 2020”, che ovviamente tratta di Panem et Circenses, ovvero di Strutturalità Economica del Territorio, e di Felicità delle sue Cittadinanze. Matteo Ricci, la proposizione di questo importante contributo di concezione della Società, l’ha gestito (quasi) bene, (quasi) come i media richiedono, perché appunto ribadisco, è tra coloro che appare tra i meno banali, con quel giusto mix mediatico, tra Lettura Strutturale della Società e Lettura modernista dell’effimero. Un giovane Amministratore, Istruito, di Cultura contemporanea, ovvero mediatica, qualche idea di Comunicazione, e dunque, di (quasi) sicure prospettive Politiche, vuoi per capacità, vuoi per età. Nel dicembre 2010 scrissi per il Blog (http://libegualepesaro.wordpress.com/) “ISTRUITI senza CULTURA”, dalle sensazioni oggi provate, potrei migliorare, ed integrare quelle riflessioni. Ricci immagina, e vorrebbe realizzare, una Provincia Felice, e sia! Sembra non voler banalizzare la sua Idea, e racconta l’esigenza che le Popolazioni hanno, sia del Lavoro, sia della Contentezza. Sul Lavoro fa quel che può, per quanto può, vista anche la crisi economica, che interessa anche il Territorio Pesarese, sulla contentezza pensa di poter fare di più, insomma pensa di poter contribuire a rendere Felici i Pesaresi, e sia! Davvero non c’è motivo per dubitare. Ovviamente per fare questo, occorre fare Politica e Comunicazione, poi dice testualmente, “che la Politica o è mediatica o non è”. E vada per Pesaro Felice, ma questo, sinceramente, mi pare troppo. Io forse semplifico per la narrazione, voglio pensare che Ricci, semplifichi troppo il suo Concetto. “La Politica o è mediatica o non è” è un Paradigma Culturale, è un fondamentale concettuale, sul quale si costruisce una Strategia, che in questo caso è Culturale prima ancora che Politica. Si tratta della Concezione mediatica della Politica. No Grazie! Abbiamo già visto! Mi pare! Siamo ovviamente nel campo delle libere, legittime, opinioni, e Ricci, se non ha esagerato nella semplificazione del Concetto espresso, e crede, per come lo ha detto, a quello che ha testualmente detto, dando enfasi e tonalità all’affermazione, dice che la Politica, nella nostra Società della Comunicazione di massa, deve essere mediatizzata. Trovate il sinonimo più comune a mediatizzata, e provate a considerare se non sia già così. Provate a considerare se la Politica non sia già vistosamente mediatica, e se così fosse, se sta contribuendo, all’innovazione SocioCulturale. O no! Dopo “Panem et Circenses”, Ricci avanza l’idea nuova, di qualcosa che già è, volendola fare sua. Va bene così! Lui è il Presidente della Provincia, e quella è la sua vision strategica. Speriamo che io abbia capito male! Capisco che sto banalizzando, ma credo di non essere il solo. L’innovazione delle Idee, e della Società, più che dei media, vuole la conoscenza, e la comprensione dei fatti e dei fenomeni.

E su Ricci Simona

Simona Ricci, è da non molto tempo, la Segretaria della CGIL di Pesaro. E’ entrata in questa mia nota, all’ultimo istante, solo perché, qualche ora prima di questo scritto, l’ho sentita argomentare, in Assemblea dei Dipendenti Pubblici, le ragioni per cui si sarebbe dovuti aderire allo Sciopero della CGIL del 6 settembre. Avevo già avuto modo di ascoltarla ma, forse quel giorno, io non ero in me. Concordo pienamente, pienamente, pienamente, non senza un senso di impotenza, con quanto sta facendo la CGIL, a riguardo del contrasto sindacale all’operato di questo Governo incapace e inadeguato. Sono convinto che le altre Organizzazioni Sindacali Confederali stiano sbagliando. Ma a spiegare ai Dipendenti, Pubblici o Privati che siano, le ragioni della CGIL, e la situazione che stiamo vivendo lo faccia chi, oltre alla giusta dose di leggero sarcasmo, abbia qualcosa da aggiungere a ciò che già possiamo leggere sui giornali. La rappresentazione delle Opinioni, e della Società, più che del ri-racconto dei media, vuole la conoscenza, e la comprensione dei fatti e dei fenomeni.

Gioacchino Guastamacchia






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-09-2011 alle 18:00 sul giornale del 07 settembre 2011 - 1080 letture

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