D'Anna: 'L'affare ospedale unico'

giancarlo d'anna 3' di lettura 10/08/2011 -

Quanto sta accadendo in questi ultimi giorni è la conferma che sull'Ospedale Unico-Unico Ospedale l'interesse riguarda tutto meno che la tutela della salute.



In campo sono scesi anche noti imprenditori, Fondazioni bancarie, sindacati tutti a sostenere la bontà dell'operazione. Operazione semi segreta se si pensa che il gruppo imprenditoriale coinvolto nelle trattative per l'area di Fosso Sejore è emerso da indiscrezioni giornalistiche. Se non si conosce esattamente chi ha organizzato l'incontro e quali sono le cifre trattate e se l'incontro è stato preceduto o seguito da altri incontri nei quali si è parlato ,con gli stessi soggetti di altre situazioni. Se alcuni privati minori, proprietari di aree nella zona, sono stati esclusi dall'incontro con le Fondazioni. Aspetti da chiarire sopratutto dopo che, Mezzolani, ha ammesso quanto prima negato e da me sempre sostenuto “il coinvolgimento dei privati nell'operazione ospedale unico”.

Ma i medici chi li ha visti o sentiti? Già i medici. Sarebbe interessante sapere, tutelando l'anonimato, cosa ne pensano di tutta questa operazione, oggi, alla luce di due realtà: la prima che assegna tutte le eccellenze ad Ancona come stabilisce il Piano Socio Sanitario e come ha confermato il Presidente Spacca in una recente conferenza stampa. La seconda, quello che sta accadendo, con la nascita dell'Azienda Marche Nord, all'ex Ospedale Santa Croce di Fano e al San Salvatore di Pesaro e i riflessi sul resto delle strutture dell'entroterra. E' noto che sia Pesaro come Fano, e di conseguenza l'entroterra, dopo l'inglobazione del Santa Croce nell'Azienda, vivono momenti di estrema difficoltà dall'accorpamento dei reparti, alla mancanza di materiale medico,alla mancanza di personale, alle difficoltà ,alla confusione e incertezza di ruoli e prospettive. Quelle “prospettive” che vedono per la nuova Area Vasta di Pesaro-Urbino “ la copertura del bisogno di cura al livello minimo” come recita a pagina 188 il Piano Socio Sanitario.

Se dunque dalla Regione emerge in modo chiaro la volontà di “riorganizzare, potenziare, ridisegnare,adeguare,innovare” e sopratutto concentrare su Ancona il futuro della Sanità delle Marche a cosa serve costruire un nuovo ospedale in Provincia di PU? Semplice a completare il disegno della Regione di avere un unico ospedale per provincia , naturalmente esclusa Ancona, per ottenere quei risparmi da concentrare sugli obiettivi del capoluogo di Regione. Anche qui ,basta leggerlo sulle carte. Il resto è un dibattito che non tiene conto di precisi atti come delibere, determine (come la 240 momentaneamente sospesa) e dello stesso Piano Socio Sanitario che sembra pochi abbiano letto lasciandosi da una parte suggestionare di idilliache ipotesi future sulla Sanità nella nostra provincia; dall'altra da quel business legato agli antichi interessi sui progetti, degli appalti ,delle compravendite come da italica tradizione. Non rimane che una strada:quella di un referendum che renda partecipi e non spettatori i cittadini delle scelte che riguardano la priorità in assoluto: la salute e il diritto alla salute.


da Giancarlo D'Anna
Vice Presidente Commissione Sanità




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-08-2011 alle 15:59 sul giornale del 11 agosto 2011 - 820 letture

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