Centro regionale amianto, D'Anna: 'Serve per smaltire l'amianto o assumere personale?'

giancarlo d'anna 3' di lettura 06/05/2011 -

Gli scorsi giorni l'assessore Mezzolani ha annunciato l'istituzione del “Centro Regionale Amianto” presso il Dipartimento Arpam di Pesaro. Nella presentazione Mezzolani ha rimarcato l'importanza della “tutela della salute e la salvaguardia dell'ambiente” con “Obiettivo principale quello di censire situazioni potenzialmente caratterizzate da presenza o esposizione all'amianto in edifici pubblici e privati.”



Visto e considerato che nella scorsa legislatura ho presentato una proposta di legge per favorire lo smaltimento dell'amianto e stessa cosa ho fatto nell'attuale legislatura continuando a non avere risposte, mi sono detto finalmente qualche cosa si muove. Vado a verificare la delibera di “istituzione del Centro Regionale e cosa leggo? Che tutta quest'operazione serve ad assumere a tempo indeterminato 1 collaboratore tecnico professionale laureato in chimica e 1 collaboratore tecnico professionale laureato in fisica.(come ha richiesto con relativa lettera del 19.04.2011 l'Arpam. Il censimento c'è già stato da tempo e nella provincia di PU sono oltre 3000 le strutture contenenti amianto censite. Una potenziale bomba ambientale che va disinnescata . A volte fa scalpore qualche lastra di eternit abbandonata non si riesce a capire perché una volta accertata la presenza della fibra cancerosa per tonnellate in miglia di edifici non si rimuove.

Dal censimento già effettuato dall’Arpam risulta che la fibra cancerogena è presente in: scuole, università, ristoranti, banche, uffici postali, case di riposo, capannoni in attività e dismessi, uffici pubblici, magazzini, stalle,autorimesse, civili abitazioni, mense, alberghi, stabilimenti balneari, aziende agricole, carcere, porcilaie, distributori di carburante, e perfino in ambulatori medici di pertinenza della Usl n.2. I chilogrammi stimati di amianto compatto presenti in ciascuna struttura variano da pochi kg. a decine fino centinaia di miglia di kg. Eppure la Regione Marche ha negli anni deliberato e speso alcune centinaia di migliaia di euro: peril “Piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”; per un “ Corso di formazione professionale per operatori e dirigenti d’imprese, dedite ad attività di bonifica, rimozione smaltimento di amianto” ha costituito un Gruppo Regionale Amianto; organizzato piani Operativi per il censimento dell’amianto. Oggi s'istituisce il Centro Regionale Amianto.

Pur conoscendo la Regione luoghi e situazioni, ma sopratutto la pericolosità di bonifica nemmeno l’ombra. E’ bene ricordare che l’amianto è altamente cancerogeno se inalato e ciò non avviene solo a chi per motivi di lavoro ne è venuto a contatto, ma può accadere a quanti si vengano a trovare a respirare le fibre disperse nell’aria in ambienti interni o esterno dove la pericolosa fibra si può disperdere quando il materiale è deteriorato. La mia proposta di legge propone di attribuire incentivi ai privati che intendono smaltire l’amianto, quantomeno per limitare la presenza della pericolosa fibra sul territorio. Ad oggi nessuna risposta, eppure l'amianto annualmente si porta con se in Italia 4000 morti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2011 alle 15:52 sul giornale del 07 maggio 2011 - 1406 letture

In questo articolo si parla di amianto, politica, Popolo delle Libertà, Giancarlo d'anna

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