Abbadia di San Tommaso in Foglia, affascinante da oltre mille anni

Abbadia San Tommaso 2' di lettura 18/04/2011 -

Lungo la montelabbatese, poco distante dalla rotatoria che porta ad Apsella, adiacente ad uno spiazzo, si apre un piccolo viale che termina dinanzi ad una delle più antiche strutture delle Marche, l'abbadia di San Tommaso in Foglia. La chiesa che oggi troviamo, rappresenta ciò che rimane di un grande complesso fondato dai monaci benedettini attorno al secolo X.



Il luogo dove sorge la chiesa era abitato sin dai tempi più remoti, nel lontano 295 a.C. vi era un insediamento romano ed un tempio pagano, come attestato dal ritrovamento di vari reperti. In epoca successiva 247-255 d.C. San Terenzio, patrono di Pesaro, secondo un'antica tradizione venne martirizzato non lontano dal luogo in cui oggi sorge il monastero. L'abbadia si presume sia stata costruita attorno al 980. Nel corso della sua storia, il monastero fu visitato da illustri personalità, nell'ottobre del 1047 Papa Clemente II, dopo un dimoro di circa sei mesi, morì nel monastero, dove il suo corpo rimase sepolto per due anni. Nel 1447 la struttura divenne inabitabile a causa delle guerre che videro fronteggiarsi con alterne alleanze Malatesta, Sforza e Montefeltro. Così Papa Nicolò V soppresse il monastero e trasferì i beni al Capitolo della Cattedrale di Pesaro.

Seguirono secoli di abbandono e nel 1781 un violento terremoto causò il crollo del colonnato di sx provocando la perdita della navata, poi ricostruita con arcate in mattoni. In seguito l'abbadia ebbe varie destinazioni d'uso, nel 1871 il Regno d'Italia decretò l'estenzione dello stato pontificio e i beni dell'abbadia vennero espropriati e venduti a privati e trasformati in porcili magazzini e cantine, la sola navata centrale mantenne una destinazione sacra. Nel 1955 l'abbadia fu costituita chiesa parrocchiale ma nel 1964 un ulteriore crollo del tetto rese la chiesa inagibile e chiusa al culto.

Dopo circa 10 anni di paziente attività svolta dal Parroco Don Zenaldo Del Vecchio, nell'acquisizione di documentazione storica e sensibilizazzione dell'opinione pubblica, si vede approvata l'esecuzione del restauro da parte della Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti. Nel 1980 si conludono i lavori e la chiesa viene riconsacrata dall'allora Vescovo, alla presenza del Decano di Bamberg di numerose autorità e del sindaco di Hornburg, paese natale di Papa Clemente II. Attualmente l'abbadia è monumento nazionale, meta di tanti turisti e di tante giovani coppie che si uniscono in matrimonio, in un luogo di sicuro fascino storico.








Questo è un articolo pubblicato il 18-04-2011 alle 16:10 sul giornale del 19 aprile 2011 - 4750 letture

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