Numerazione interna del condominio, lettore chiede chiarimenti

numeri 1' di lettura 15/04/2011 -

Suona il campanello di casa. Sorpresa, è il messo comunale. Facendo riferimento al noto proverbio “Ambasciator non porta pena”, apro con fiducia per sapere cosa mi porta. L’incaricato del comune m’informa di aver portato i numeri per gli interni del condominio. Stupore. 



La prima domanda è: chi li ha chiesti? Il signore gentilmente mi ha spiegato che la numerazione interna degli appartamenti è diventata obbligatoria. Quindi con tanto di elenco mi consegna sei targhette, una per ogni appartamento, da applicare sopra il campanello, già corredato del nome dell’inquilino. Dato che il portone d’ingresso dello stabile è sempre chiuso, i visitatori sono obbligati a suonare il campanello e nel caso devono salire negli appartamenti sarà cura di chi li riceve indicargli il piano e aprire il portone interno.

A questo punto mi chiedo: qual è l’utilità di questo accessorio? Difficile trovare una ragione convincente. Considerato che per attribuire il numero ad ogni proprietario o residente è stata necessaria una ricerca al catasto, consegnare le targhe ad ogni condominio del comune richiederà l'impiego di personale e anche le simpatiche tavolette sono sicuramente costate qualcosa, la terza domanda sorge spontanea: al comune quanto costa questa operazione? Più volte ho sentito i nostri amministratori lamentarsi per la mancanza di fondi e ora mi trovo di fronte ad un’iniziativa della quale non capisco l'utilità.

Ho deciso! Lunedì vado in consiglio comunale è chiedo lumi. Voglio sapere come sono spesi i nostri soldi.






Questo è un articolo pubblicato il 15-04-2011 alle 09:07 sul giornale del 16 aprile 2011 - 3980 letture

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