Api e il Nuovo polo nel territorio di Pesaro-Urbino

alessandro nardelli 6' di lettura 09/04/2011 -

Il 2 e 3 Aprile si è svolto a Roma l’Assemblea Nazionale di Alleanza per l’Italia che ha reso possibile una due giorni di incontro e confronto, due tratti fondamentali per un partito, come il nostro partito di Alleanza per l’Italia, aperto, rivolto al futuro, alla modernizzazione dell’Italia, attento a trovare risposte di buon senso ai problemi del Paese e non condizionato dal populismo o dall’estremismo di chi parla alla pancia e non alla testa dei propri concittadini.



Un partito vero, e dunque già solo per questo diverso da tutti gli altri, che sia interpretato direttamente dai cittadini e dai territori come partecipato, libero e democratico , niente a che vedere con i vecchi schemi partitici delle tessere e delle truppe cammellate. Il Paese, la nostra Italia, sta attraversando una fase difficile della propria vita per effetto della sfavorevole congiuntura economica con i suoi riverberi sociali ed economici e per la stagione politica connotata da un bipolarismo che ha prodotto un inceppamento del sistema ed un immobilismo sul piano dell’azione del governo, a dir poco preoccupante. Voglio sottolineare, tuttavia, che, nonostante tutte le difficoltà che attraversiamo, siamo un Paese fortunato per avere un Presidente della Repubblica come Giorgio Napolitano, che rappresenta un baluardo di saggezza, legalità e rispetto del dettato costituzionale fondamentale ed imprescindibile. In tale contesto difficile noi dell’ApI siamo chiamati a dare anche alle nuove generazioni un senso di futuro dimostrando la capacità di saper mettere insieme antichi valori costitutivi di fondo e proposte che sappiano cogliere anche i molti aspetti positivi che emergono dalle trasformazioni della realtà.

Ma voglio anche sottolineare, che noi di Api, non abbiamo niente in comune con chi parla tanto di legalità, di difesa del ruolo del Parlamento, e poi non ha rispetto per le istituzioni, ne, tantomeno con chi parla tanto di giustizia, ma solo di quella da utilizzare per sistemare le proprie beghe giudiziarie piuttosto che di una giustizia efficiente ed efficace di cui ha veramente bisogno tutta la cittadinanza. Quando il 45% degli elettori indica di non saper esprimere un’indicazione di voto, significa che di fronte a questa politica i cittadini sono sempre più sfiduciati ed hanno voglia di cambiamento. Sono italiani che si aspettano, ci chiedono, un segnale di novità, un progetto concreto per andare oltre. Dobbiamo e possiamo invece cogliere l’occasione che ci siamo costruiti di guidare l’Italia fuori dalle secche in cui si trova. E questo è possibile lavorando sue direttrici fondamentali: 1. la crescita e il consolidamento dell’api sui territori; 2. Il Nuovo Polo per la L’Italia che deve definirsi chiaramente come una grande aggregazione moderata e democratica che si colloca al centro dello schieramento politico italiano. Ma occorre farlo senza ambiguità e soprattutto evitando di allearsi ora con uno schieramento e ora con l’altro, perché i cittadini non vogliono ambivalenze, ma vogliono chiarezza e trasparenza e su questa strada ci dobbiamo collocare senza confusioni di sorta: per questo penso che dobbiamo andare da soli: continuo a pensare che una presenza autonoma dai due poli sia la prospettiva migliore Poi … chi vuole condividere con noi un progetto è sempre ben accetto!. Il nostro non può che essere un progetto politico vicino alla gente e capace di parlare al pubblico con un linguaggio differente, più spicciolo, comprensibile e soprattutto razionale inteso come risolutore di problemi. Non è importante aver fretta di prendere gente e aggregare, ancor più importante è prendere la gente giusta e lasciarne fuori altra per far crescere il partito come vogliamo noi, con passione e voglia di fare. Per uscire dal pantano di questo bipolarismo rissoso e selvaggio, serve più politica vera, uomini nuovi, iniziative, proposte, idee e progetti per l’Italia vera, per L’Italia che verrà, praticando il confronto e lo stile della moderazione dell'attenzione concreta alle esigenze dei cittadini.

A differenza del passato la battaglia politica si basa, d’ora in poi, sulla capacità progettuale, gestionale e realizzativa, noi sui principi e valori fondamentali che già appartengono a tutto il mondo occidentale. La forza di Alleanza per l’Italia deve basarsi sulle idee e sulle prospettive messe in campo, che sole possono dare sostanza al movimento e credibilità all’azione politica, ma anche sui cittadini che hanno bisogno di veder cambiare l’intero sistema politico. Il nostro è il progetto della svolta, della Terza Repubblica, del Nuovo Polo, quindi ci interessa parlare di dignità della persona, l'unico vero fine dell'agire politico che deve essere sempre al servizio dell'uomo per aiutarlo a realizzarsi personalmente, socialmente ed interiormente. Questo è il valore più importante. Per questo ci occupiamo di famiglia, nucleo fondamentale della nostra società riconoscendone il ruolo attivo dalle molteplice valenze tali da renderla insostituibile con altre figure sociali. Per questo dobbiamo parlare di lavoro che è il fondamento del nostro vivere civile, il fondamento della realizzazione personale di ciascuno di noi, il fondamento e la fonte principale per la soddisfazione dei nostri bisogni, la cui assenza è divenuto un autentico dramma segnatamente per molti giovani e molte donne. Per questo ci occupiamo di ambiente con l’obiettivo di programmare una precisa politica energetica che dimezzi le forniture dai Paesi esteri , investendo nelle fonti pulite e rinnovabili, per un abbassamento strutturale del costo dell’energia e per rispettare i parametri di salvaguardia ambientale. Per questo ci occupiamo di scuola, università e ricerca con l’obiettivo di potenziare la qualità della formazione a tutti livelli, rendere competitive le nostre università e rilanciare la ricerca scientifica e tecnologica. Per questo ci occupiamo di solidarietà sociale, di difesa della vita, di difesa della dignità della persona, di legalità, crescita economica, di giovani, unità d’italia e di tanti altri temi costitutivi della nostra identità e del nostro profilo.

Sono convinto che possiamo ben presto diventare il punto di riferimento di tanti moderati che chiedono alla politica di esercitare il ruolo di guida in questa stagione di difficile e complicato processo di cambiamento delle nostra società. Sono sicuro che ci riusciremo senza effetti speciali ma con la forza delle nostre idee e del nostro progetto per un’Italia solidale, moderna e collaborativa!


da Alessandro Nardelli
Responsabile provinciale Pd Welfare





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2011 alle 13:32 sul giornale del 11 aprile 2011 - 892 letture

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