Milano: sgominata banda di ladri albanesi, svaligiate anche abitazioni nel pesarese

furti 2' di lettura 05/04/2011 -

La notte del 31 marzo 2011 a Milano, i Carabinieri della Compagnia di Riccione, in collaborazione con i colleghi del capoluogo lombardo hanno tratto in arresto tre albanesi perchè responsabili, in concorso tra loro, di furto aggravato e continuato e ricettazione. Furti anche nel pesarese. 



Le indagini, condotte dalla Compagnia Carabinieri di Riccione e coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Rimini dott. Marino Cerioni, erano state avviate a seguito di numerosi furti in abitazione perpetrati in vari comuni della provincia di Rimini ed hanno portato al fermo di tre pregiudicati albanesi, senza fissa dimora. Bruka, Prenga e Simoni, questi i nomi dei furfanti tutti giovanissimi erano dediti a furti in appartamento operanti in provincia di Milano e lungo tutta la Riviera Adriatica, dall’Abruzzo alla Romagna. La banda di albanesi si introduceva nelle abitazioni per derubare oggetti preziosi, elettronica di consumo (televisori LCD, cellulari, computer, lettori dvd …), denaro contante e solo autovetture di grossa cilindrata, utilizzate per i frequenti spostamenti. I militari accertavano che in una sola notte la banda aveva messo a segno numerosi furti nella provincia di Teramo, Pesaro e Urbino e Rimini, facendo ritorno presso la loro base operativa di Milano.

La notte tra il 30 ed il 31 marzo, a conclusione dell’ennesimo servizio, i Carabinieri riuscivano a bloccare i tre albanesi che durante quella stessa notte avevano messo a segno 5 furti in abitazione, recuperando refurtiva per un valore complessivo di oltre 60.000 Euro, in parte restituita alle vittime ed in parte sottoposta a sequestro (nr. 1 Alfa Romeo 166, nr. 6 computer portatili, nr. 14 telefoni cellulari, nr. 2 orologi, nr. 3 macchine fotografiche digitali, nr. 2 televisori al plasma, nr. 2 consolle playstation, monili in oro e quadri per un valore complessivo di oltre 4.000 euro, oltre 2.00 Euro di denaro contante). I 3 fermati venivano sottoposti alla custodia cautelare in carcere in attesa del processo. Sono in corso ulteriori indagini finalizzate sia all’identificazione di altri complici, sia all’individuazione di altra refurtiva e dei canali attraverso i quali la stessa viene ricettata.






Questo è un articolo pubblicato il 05-04-2011 alle 15:16 sul giornale del 06 aprile 2011 - 1060 letture

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