Omaggio al Dott. Giorgio Drago dal consigliere Luca Acacia Scarpetti

LUCA ACACIA SCARPETTI 2' di lettura 30/03/2011 -

Vorrei dedicare queste righe al dottor Giorgio Drago, che non è più tra noi e che ricordo con profondo affetto, stima e grande commozione. Un medico e un uomo raro, che metteva al primo posto il benessere dei suoi assistiti e riversava in ogni gesto una profonda umanità. Era in servizio ventiquattro ore al giorno per trecentosessantacinque giorni all’anno. 



Con la sua Ford Taunus accorreva ad ogni chiamata, con una disponibilità devota che appartiene ormai ad altri tempi. Sensibile alle problematiche delle persone disabili e della loro integrazione sociale, medico, ma anche un uomo politico: vicepresidente della provincia ed assessore alla sanità. Nel 1963, aveva inaugurato assieme al dottor Giovanni Jerwis, futuro pionere della legge 180 insieme all’onorevole Bisaglia,il centro di riabilitazione di via Redipuglia, per assicurare le terapie necessarie ai minori affetti da patologie psicomotorie. Giorgio Drago aveva poi aperto il centro IMPP di Fano, Istituto medico psico pedagogico, assieme al dottor Vincenzo Rossolini già allievo del dott. Giovanni Bollea e dato vita ad altri dieci centri di igiene mentale nel territorio della provincia, recandosi anche in Olanda per approfondire e confrontarsi sugli studi neuropsichiatrici. Il dottor Drago sovrintendeva al manicomio S. Benedetto in corso XI settembre ed aprì molti altri laboratori protetti nel territorio, seguendo e anticipando le più moderne scuole mediche di pensiero. Coinvolse con umanità e determinazione moltissime famiglie nella gestione delle attività locali, senza delegare l’assistenza soltanto ai poli extra regionali.

Ricordo un episodio che lo vide protagonista: nel 1965 la ditta fornitrice del mobilio per il centro IMPP di Fano gli donò un divano, omaggiandolo per gli acquisti effettuati. Il sofà fece immediatamente ritorno in azienda a seguito di un rifiuto indignato del dottor Drago, per cui donarsi agli altri, senza ricevere nulla in cambio, era una autentica ragione di vita. Devo forse a lui il mio grande amore per il San Bartolo: nel maggio del 1962, Giorgio Drago consigliò a mia madre, giunta a fine gestazione, lunghe camminate in salita sulla panoramica: Il primo giugno nacqui io. In seguito, molti degenti psichiatrici coltivarono i terreni del San Bartolo fornendo cibo fresco a tutta la sanità pesarese. Un medico solido, coraggioso e profondamente sensibile, il dottor Drago. La sua vita, meravigliosa, è stata degna della sua persona.

Vivrà sempre in ognuno di noi, in coloro a cui diede la vita, nei monumenti di bontà, ideali e gestione oculata della pubblica sanità che riuscì, in tanti anni di duro lavoro, ad edificare.


da Luca Acacia Scarpetti
candidato sindaco IDV





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-03-2011 alle 15:21 sul giornale del 31 marzo 2011 - 1647 letture

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