Consiglio Provinciale: emergenza neve, fotovoltaico e predazione

consiglio comunale generico 4' di lettura 20/12/2010 -

L’emergenza neve apre il consiglio provinciale.



Roberto Giannotti (Pdl): «Registriamo disservizi nell’area del Conca. E a Pesaro, per l’abbandono dei quartieri e il ghiaccio nei marciapiedi». Ma l’assessore Massimo Galuzzi ribadisce: «Risposta attenta della Provincia e di tutti i soggetti della sala operativa integrata. Bene il piano dei filtri dei mezzi sprovvisti di catene o pneumatici da neve nelle aree critiche. E’ stata un’azione che ha prodotto ottimi risultati e sarà riproposta in futuro. Solo da noi 105 mezzi e più di 12mila quintali di sale utilizzati…». Poi l’interpellanza di Giannotti: «Situazione di impasse dell’attività dell’ente fiere di Pesaro, dove vanno rimosse le condizioni di conflitto ambientale che contribuiscono ad aumentare le difficoltà di gestione. La Provincia deve svolgere un ruolo propositivo per il decollo del settore, mai avvenuto negli anni».

Replica l’assessore Renato Claudio Minardi: «Pesaro ha padiglioni moderni, logistica ideale e tutte le carte in regola per essere il punto di riferimento del sistema fieristico regionale. La privatizzazione nella gestione, valutata dalla Camera di Commercio, è la strada giusta. Specialmente se si porta dietro un portafoglio di manifestazioni che significano sviluppo…». Sul porto turistico di Vallugola si discute l’interpellanza di Massimo Papolini (Idv). Che critica il progetto di ampliamento presentato la scorsa estate da «Sviluppo Marittimo» e chiede alla giunta «l’aggiornamento della situazione». Matteo Ricci: «Abbiamo bisogno di uno sviluppo di qualità, sostenibile con il contesto ambientale.

La proposta iniziale era sovradimensionata e ci siamo detti contrari. Il privato ha fatto un nuovo studio, che sembra avere ridimensionato l’impatto degli interventi. Quando si tradurrà in proposta progettuale daremo il nostro parere». Passa all’unanimità l’ordine del giorno presentato dai consiglieri Pd Donato Mariotti, Daniele Sanchioni, Franca Foronchi e Silvana Carloni sulla «tutela del paesaggio e la regolamentazione degli impianti fotovoltaici a terra». Il documento, con riferimento ai terreni agricoli, impegna la giunta a «recepire la delibera regionale dello scorso settembre, favorendo prioritariamente l’installazione nei tetti di edifici pubblici o privati, e a terra nelle zone artigianali e industriali.

Con il divieto a ridosso delle aree di interesse storico, culturale e architettonico» Lungo dibattito in aula. Mariotti: «Il vero impatto sarà tra 20 anni, meglio prevenire che curare». Mattia Tarsi (Pdl): «Attenzione all’ambiente, ma non facciamo l’errore di cassare ogni cosa. Un conto è fare gli impianti nelle vallate, altra cosa nelle pianure. E teniamo conto dell’aspetto occupazionale: in questi mesi, sono nate nel settore società che prima non esistevano nel territorio. Facciamo regolamentazione e verifichiamo quali sono le aree meno impattanti». Franca Foronchi: «Bisona valutare con criterio: alcune decisioni possono cambiare il volto del territorio. Ci sono le zone industriali, i parcheggi e le scuole…». Daniele Tagliolini (Pd): «I percorsi vanno concertati, ma la mentalità dei cittadini sul tema sta cambiando». Giorgio Cancellieri (Lega): «Credo nel fotovoltaico ma serve regolamentazione». Per l’assessore Tarcisio Porto, «il vero problema è la mancanza di un piano nazionale che chiarisca il ruolo delle fonti alternative nel bilancio energetico globale».

Infine, Matteo Ricci traccia la linea della maggioranza: «Evitare impostazioni radicali: sulle rinnovabili le cose vanno fatte, ma con equilibrio. La nostra direzione rimane incentivare gli impianti nelle aree urbanisticamente compromesse, con attenzione particolare alla riconversione dei Prg sovradimensionati». Poi sottolinea: «La green economy significa posti di lavoro. Il nuovo dibattito è proprio sul design applicato alle rinnovabili. L’ordine del giorno accoglie la nostra visione: meno impianti nei terreni e più nei capannoni». Capitolo lupi: passa all’unanimità la proposta di schema di legge regionale sulla «tutela del patrimonio zootecnico soggetto a predazione». Porto: «Spostiamo l’attenzione dal semplice indennizzo alla prevenzione, abbinata alla remunerazione del danno. La proposta è il frutto del lavoro con associazione provinciale allevatori e imprese.

Intanto, l’assessorato mette già a disposizione un contributo per le aziende che hanno subito le aggressioni maggiori». Giannotti: «La proposta del consiglio provinciale è un atto di grande rilevanza istituzionale. Ora continuare l’impegno unitario in sede regionale». Giuseppe Manganelli (Pd): «Il documento accoglie una necessità evidenziata da anni». Infine, con l’astensione di Pdl e Lega, passa l’ordine del giorno di Renzo Savelli (Rc) che invita «il Governo a predisporre un provvedimento di moratoria delle scadenze del decreto Ronchi».






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-12-2010 alle 17:11 sul giornale del 21 dicembre 2010 - 1152 letture

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