Colbordolo: Lucarini, 'Ma il bilancio partecipato che fine ha fatto?'

euro 2' di lettura 20/12/2010 -

Pareva dovesse essere la rivoluzione del secolo, una ventata di novità e un esperimento politico degno del miglior riformismo stile Obama, ma del “Bilancio Partecipato” promesso da Pensalfini in campagna elettorale nel 2009, ancora non si vede l’ombra.



Ricorderete bene, o forse no, visto che i colbordolesi hanno la memoria molto corta, con quale enfasi venne annunciato l’impegno di coinvolgere cittadini e operatori economici nelle stesura dei bilanci comunali di previsione, con addirittura la promessa di fondi “ad hoc” per le frazioni che gli stessi cittadini avrebbero deciso come e dove spendere, ma si trattava di fantapolitica (che a quanto pare ha ottenuto il successo che si prefiggeva). Da allora, la Giunta guidata da Pensalfini ha già approvato due bilanci preventivi (quello del 2010 e quello del 2011 è già pronto per essere discusso in Consiglio) ma la partecipazione non se n’è proprio vista, anzi, il bilancio 2010 non è nemmeno stato presentato nelle assemblee pubbliche (come era uso fare negli anni precedenti). La crisi, le risorse limitate e i pesanti tagli del Governo non permettono nessuna flessibilità del Bilancio (replicherà prontamente il difensore d’ufficio). Eh no! Troppo facile. Stiamo parlando di promesse fatte nel 2009 quando già eravamo in piena crisi economica e i patti di stabilità stringevano le regole di bilancio già da qualche anno.

La promessa del “bilancio partecipato” era stata quindi adoperata in maniera più che consapevole. Ma si sa, a Colbordolo le promesse non sono debito, basta andarsi a sfogliare i programmi elettorali del centrosinistra da quindici anni a questa parte. So bene che nessuno li ha conservati ma vi assicuro che sono letture interessanti ma non certo rilassanti. Ora, siccome a Pensalfini restano 3 anni di governo comunale (sempre che non pensi di prendersela comoda confidando in una sicura rielezione), vogliamo avere la presunzione di suggerirgli come impostare la “partecipazione” ai prossimi 3 bilanci del Comune: 1^ fase: Assemblee sul territorio per la raccolta delle proposte di intervento; 2^ fase: Studio di fattibilità tecnica, economico e giuridica degli interventi proposti; 3^ fase: Compatibilità rispetto ai programmi già approvati dal Comune (P.E.G. e Bilancio Triennale); 4^ fase: Comunicazione sulla fattibilità o meno degli interventi proposti. Per gli interventi approvati comunicazione sulla stima dei costi e dei tempi di realizzazione; 5^ fase: Redazione del Bilancio di Previsione.

E’ quindi chiaro che un “Bilancio Partecipato” degno di tale nome non si possa esaurire in quattro assemblee organizzate nel mese di novembre ma necessità di un percorso ben più articolato. Quindi, buon lavoro alla Giunta.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-12-2010 alle 19:13 sul giornale del 21 dicembre 2010 - 856 letture

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