Patto di stabilità, fronte unico per la revisione

Patto di stabilità 3' di lettura 30/11/2010 -

Ormai è un incubo. Il patto di stabilità, per Provincia e Comune di Pesaro, allo stato attuale suona come un Requiem per l’economia del territorio.



"Gli effetti sono evidenti: è ora di cambiare le cose", ripetono all’unisono Matteo Ricci e Luca Ceriscioli. Che già nei mesi scorsi, in segno di protesta, hanno deposto le fasce davanti al prefetto Alessio Giuffrida. E oggi rilanciano, chiamando a raccolta i fornitori di amministrazione provinciale e comunale a Palazzo Montani Antaldi. L’obiettivo è la creazione di un "fronte unico" con i creditori, per la revisione del meccanismo contabile che mira al controllo della spesa degli enti locali. Perché secondo gli amministratori, nel computo del patto, vanno rivisti i "vincoli" che si ripercuotono negativamente su cittadini e imprese: "Il problema non è amministrativo ma economico – evidenzia Ricci davanti ai fornitori-. Gli effetti ricadono su aziende, lavoratori e famiglie. Allentare il patto significa salvare posti di lavoro". Non solo: "La questione si inserisce nel contesto generale dei tagli ai territori. Che hanno effetti drammatici: altro che federalismo fiscale".

Nel 2010 la Provincia ha dovuto sospendere oltre 9 milioni di pagamenti ai fornitori: "Abbiamo anche coinvolto le banche – continua il presidente - per rimettere in moto gli investimenti. Vogliamo vedere se è possibile, finchè non cambia la situazione, perfezionare questa piccola soluzione temporanea. E studiare con voi altri rimedi che possano alleggerire, almeno in parte, gli effetti dei vincoli. Ma è chiaro che da Roma vanno rivisti i meccanismi generali". Sulla stessa lunghezza d’onda Ceriscioli: "Così si mette in grande difficoltà il sistema della piccola e media impresa – sottolinea il sindaco -. Il patto di stabilità è un concetto troppo spesso teorico, ma per i fornitori che aspettano i pagamenti assume grande concretezza. E noi vogliamo distribuire risorse che oggi siamo costretti a tenere nel cassetto. Al Governo chiediamo, insieme ai creditori e a tutti i soggetti coinvolti, di rivedere i parametri complessivi. Insieme abbiamo una possibilità in più. E’ un’iniziativa istituzionale e non politica". Altre voci: "Il patto ingessa gli enti locali e paralizza gli investimenti", rileva l’assessore provinciale Renato Claudio Minardi. Che poi aggiunge: "Vogliamo liquidare i creditori, ma non possiamo. Serve un fronte comune contro i tagli alle opportunità di sviluppo e crescita".

Concetti ribaditi anche dall’assessore al bilancio comunale Antonello Delle Noci: "Siamo un’amministrazione virtuosa e abbiamo 11 milioni di avanzo. Ma, a causa dei vincoli, non possiamo impiegarli verso i fornitori. E così 4 milioni di pagamenti sono bloccati. Serve un nuovo “patto”, con le necessarie modifiche che ci consentano di soddisfare i bisogni del territorio". Il documento, sottoscritto dalla platea di amministratori e fornitori delle pubbliche amministrazioni, sarà inviato al Governo, ai capigruppo parlamentari e ai deputati e senatori eletti nelle Marche. Nelle richieste, oltre alla generale "modifica degli obiettivi e delle regole del patto di stabilità", anche lo "sblocco dei residui passivi in conto capitale dei Comuni e della Provincia" unita all’esclusione, nella procedura di conteggio del saldo utile al patto, "degli accertamenti e degli impegni per la parte corrente e delle riscossioni e dei pagamenti finanziati da Stato, Regione, Unione Europea ed enti in conto capitale". Poi il messaggio finale: "Provincia e Comuni sono disponibili a concertare tutte le misure di contenimento della spesa pubblica che, senza inibire lo sviluppo, contribuiscano a migliorare il rapporto tra debito e Pil".








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-11-2010 alle 23:15 sul giornale del 01 dicembre 2010 - 797 letture

In questo articolo si parla di politica, pesaro, Provincia di Pesaro ed Urbino

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