Dopo Ematologia, il progetto umanitario si allarga alla Gastroenterologia

3' di lettura 06/09/2010 -

Tiene le redini delle strutture di Pesaro e Fano ma ha superato i confini arrivando fino in Africa. Ora quel progetto umanitario del tutto autonomo e personale si sta allargando diventando a tutti gli effetti uno degli obiettivi della nuova Azienda Ospedaliera Marche Nord.



Infatti l’attività umanitaria del primario di Gastroenterologia Danilo Baroncini, conosciuto per la sensibilità che ogni giorno dimostra ai pazienti nei presidi ospedalieri di Pesaro e Fano e per la sua attività in Sierra Leone dove da tempo cura i bambini dai danni provocati dall'ingestione di soda caustica, è stata abbracciata a tutti gli effetti dal direttore generale della nuova Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord. Aldo Ricci sta lavorando per estendere le eccellenze pesaresi, e l’attività della Gastroenterologia è una di queste, fuori dai confini nazionali. Quindi dopo il progetto umanitario dell’Ematologia, in movimento da oltre 10 anni nei territori del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale, ora l’obiettivo è portare in Regione un nuovo progetto umanitario rivolto all’area africana e adriatico-balcanica.

Una iniziativa ambiziosa che fonda le sue radici su una realtà provinciale e regionale più che consolidata e accreditata: non solo l’unità operativa di Gastroenterologia è il punto di riferimento per gli utenti dell'Area Vasta ma è considerata un’eccellenza sull'intero territorio fino a sconfinare fuori regione. Fondamentale l’apporto nelle cure delle patologie dell'apparato digerente, nel trattamento dei tumori intestinali e nell’introduzione di tecniche diagnostico-terapeutiche sempre più sofisticate “come l’enteroscopia - spiega Baroncini, bolognese di nascita ma pesarese da quando, nel 2005, è stato nominato primario del reparto di Gastroenterologia – indagine innovativa che non si svolge neppure a Bologna e che porta a Pesaro numerosi pazienti”. Con più di 10mila prestazioni ambulatoriali l’anno, con strumenti di ultima generazione quali gli eco-endoscopi presenti nel presidio ospedaliero di Fano, l’attività di prevenzione del tumore al colon retto di cui l’azienda ospedaliera è coordinatrice in Area Vasta, la mobilità attiva regionale ed extraregionale è una condizione costante del reparto.

“Anche se non siamo una struttura universitaria – prosegue il primario – e la nostra missione come azienda ospedaliera è l’assistenza dei pazienti, ci dedichiamo all’attività scientifica partecipando a congressi nazionali e svolgendo ricerca clinica con lavori accettati, anche recentemente, dallo stesso congresso mondiale di Gastroenterologia”. Una struttura, quella diretta da Baroncini, che proprio per il numero di prestazioni offerte, per l’ampia affluenza di utenti provenienti da tutto il centro Italia e per l’attività diagnostica-terapeutica, ha richiesto una riorganizzazione aziendale che ha coinvolto, fin dal 2007, la struttura ospedaliera Santa Croce di Fano attraverso “la realizzazione di percorsi clinici e organizzativi condivisi dai professionisti.

Ora l’obiettivo – conclude il primario – è creare un unico Dipartimento provinciale di Gastroenterologia composto da professionisti legati dalla medesima formazione sanitaria e scientifica. Da un punto di vista clinico, un assetto dipartimentale provinciale si traduce nell’unificazione dei percorsi di accesso e delle modalità terapeutiche, mentre da un punto di vista organizzativo nell’ottimizzazione delle risorse umane e finanziarie con un evidente aumento dell’offerta sanitaria e della qualità delle prestazioni”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-09-2010 alle 15:10 sul giornale del 07 settembre 2010 - 3086 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, San Salvatore, Azienda ospedaliera San Salvatore

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