Aumento oneri di urbanizzazione: come mettere le mani in tasca ai cittadini

confindustria generico 2' di lettura 06/09/2010 -

Sono esterrefatti e i costruttori - non solo pesaresi- nel leggere quanto affermato dall’assessore Delle Noci riguardo agli oneri di urbanizzazione, per la non conoscenza della materia dimostrata ed il conseguente travisamento dei fatti che deriva dalle sue parole. Nessuna dichiarazione potrebbe essere più distorsiva della realtà perché gli eventuali aumenti degli oneri per le urbanizzazioni non colpirebbero le imprese e gli imprenditori edili ma ricade sui cittadini e sull’intera economia.



I costruttori già da molto tempo negli interventi più remunerativi per i bilanci comunali realizzano direttamente le urbanizzazioni delle aree che costruiscono.
Lo fanno da anni e si sottolinea, a costi di mercato ,quindi ben oltre i 67 euro al mc. Ne sono un esempio le nostre periferie, di cui i sindaci vanno tanto fieri, a partire dalle famose rotatorie, alle piazze, agli asili, ai centri sociali e molte altre opere pubbliche.
Dal luglio 2008 poi il Codice degli Appalti - con le norme per le cosiddette opere a scomputo - ha ratificato la consuetudine e attualmente le imprese finanziano la progettazione -siglata dai comuni- la costruzione, il collaudo di strade, reti tecnologiche, parcheggi, piste ciclabili, rotatorie, ecc, ecc e lo fanno nei tempi stabiliti in convenzione e con procedura pubblica mediante gare di appalto che svolgono direttamente.Da qui ne deriva che ogni aumento tabellare ricadrebbe sui privati cittadini che vogliono costruire, ampliare, ristrutturare, ammodernare la loro casa o sulle piccole imprese che vedrebbero aumentati i loro costi generali, aumento che sarebbe ribaltato ancora sui cittadini.


Altri soggetti colpiti sarebbero gli imprenditori industriali che nelle ristrutturazioni, ampliamenti, nuove costruzioni dei capannoni dovrebbero sopportare maggiori costi a scapito della competitività.
Ciò significa che aumentare gli oneri di urbanizzazione vorrebbe dire burlarsi della crisi economica in atto e giocare a sfavore della ripresa altro che favorire l’applicazione del Piano Casa!!
Per quanto attiene al costo di costruzione poi le tariffe sono aumentate periodicamente - e da molti anni succede annualmente - con Delibera dei Consiglio Comunale e l’ultima tabella da applicare, pubblicata sul sito del Comune di Pesaro è aggiornata all’aprile 2009.


I costruttori protestano dunque fortemente e richiamano gli amministratori ad atteggiamenti meno strumentali e ad una maggiore obiettività perché la crisi obbliga a proposte coerenti che vadano a supportare le attività delle imprese e a favorire i cittadini non ad affossarne le iniziative.
Per i bilanci in crisi è necessario adottare comportamenti virtuosi nella spesa delle risorse con atti rigorosi che taglino fuori gli sprechi e producano economie.
Sappiamo che non è facile ma bisogna imparare a razionalizzare così come stanno già facendo le imprese , le famiglie dei cassaintegrati e le amministrazioni più virtuose senza attingere denaro dalle tasche dei cittadini!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-09-2010 alle 17:40 sul giornale del 07 settembre 2010 - 995 letture

In questo articolo si parla di economia, pesaro urbino, confindustria pesaro urbino

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