Sanità, D'Anna: denunciare quanto non funziona è doveroso il silenzio invece è omertoso

giancarlo d'anna 5' di lettura 28/08/2010 -

Quello che emerge giorno dopo giorno dal dibattito sulla Sanità appare ogni giorno di più è la politica della “doppiezza togliattiana” altrimenti detta del doppio binario.



Quello che emerge giorno dopo giorno dal dibattito sulla Sanità appare ogni giorno di più è la politica della “doppiezza togliattiana” altrimenti detta del doppio binario. Da una parte alcuni dicono di voler difendere l'Ospedale Santa Croce, dall'altra lavorano per l'Ospedale Unico. Da una parte si dice che ci sono seri problemi nella struttura, dall'altra si dice che però non bisogna parlarne. Da una parte ci sono camere operatorie trasformate da anni in magazzini ,con la conseguenza che i cittadini sono costretti ad andarsi ad operare altrove, e dall'altra c'è chi ritiene che chiedere di sanare questa vergognosa realtà equivalga a “sparare contro il Santa Croce.” Da una parte ci sono cittadini che fanno notare quotidianamente disservizi e dall'altra chi vorrebbe se ne stessero zitti perché altrimenti si corre il rischio di fare il gioco di chi vuole smantellare il Santa Croce. Da una parte c'è una città che non vuole perdere l'Ospedale Santa Croce,dall'altra c'è chi non ha mosso un dito per evitare che si creasse quell'Azienda Ospedali Riuniti che è servita solo a rafforzare l'Azienda Salvatore di Pesaro che come ebbe a dire l'Assessore Mezzolani (come risulta da verbale) “perché così com'è non avrebbe i numeri e i requisiti per andare avanti”. Già perché l'Azienda San Salvatore di Pesaro nata con una forzatura politica, con la secessione della Val Marecchia aveva addirittura meno numeri della Zona di Fano, con l'assorbimento di Fano, Pesaro ha riequilibrato quel deficit. Da una parte ci sono degli atti concreti, verbalizzati e documentati fatti di mozioni, interrogazioni e proposte e dall'altra interventi per tamponare di volta in volta le situazioni o per cercare di censurare il sacrosanto diritto di rappresentati del popolo di esercitare il proprio ruolo.

Che le cose non vadano bene nella Sanità delle Marche è risaputo, lo dimostra la così detta mobilità passiva cioè tutti coloro che sono costretti a cercare risposte ai problemi in ospedali fuori Regione. Che Fano negli anni, e la denuncia che ho fatto sulle camere operatorie lo testimonia,sia stata trascurata e io aggiungo volutamente trascurata, è un dato di fatto tanto e di dominio pubblico. Far finta di non sapere e non vedere e quindi non denunciare quanto non funziona , solo quello che non funziona ,non credo sia la migliore strategia anche perché è lo stesso sindaco di Fano a dichiarare che “c'è chi vuole smantellare il Santa Croce”(Sarebbe opportuno ci dicesse chi a questo punto) Ma almeno su questo il sindaco è sulle mie posizioni. Sull'Ospedale Unico la posizione è diametralmente opposta. Io ho evidenziato i seri rischi della legge Azienda Marche nord, Aguzzi la difende. La legge sugli Ospedali Riuniti ,a mio avviso,andava modificata prima della votazione, e quindi quello era il momento di intervenire a difesa della nostra struttura e per questo ho dato battaglia in Regione, perché così com'è quella legge non garantisce assolutamente Fano in quanto lascia alla Regione la libertà di fare quello che vuole compresa una serie di provvedimenti che portano direttamente all'Ospedale Unico come ha dichiarato l'ex Presidente della commissione Sanità Lucchetti:”questo è il primo passo verso l'Ospedale Unico”. Tutto il patrimonio di Fano, e non è poco, è finito nel calderone dell'Asur ad iniziare dall'Ospedale Santa Croce( ceduto gratuitamente dal comune di Fano ed oggi fondamentale risorsa economica per finanziare la costruzione dell'Ospedale Unico) a tutt'oggi non ci è dato sapere a quanto ammonta il patrimonio di Fano e che fine farà. Ma il doppio binario torna nell'atteggiamento dell'Assessore Mezzolani che prima delle elezioni dichiarava di non aver mai detto di volere l'Ospedale Unico poi subito dopo ha detto l'esatto contrario in una conferenza stampa a Fano. Mentre direttore Aldo Ricci ha addirittura dichiarato che con “l'Ospedale Unico si realizza un sogno” .

Doppio binario anche sui tempi, c'è chi vuole far perdere tempo, far cessare il dibattito per poi presentarsi a cose già fatte. Già perché il parere dei comuni non è assolutamente vincolante e quindi la scelta che è stata confermata anche dal Presidente Spacca di costruire un Ospedale Unico c'è. Ipotizzare tempi lunghi è fuorviate e fa il gioco di chi in barba al dissenso dei cittadini, vorrebbe costruire, con l'intervento dei privati, una nuova struttura decentrata utilizzando le risorse recuperabili dalla vendita o permuta del Santa Croce e del San Salvatore. Ben vengano dunque risorse per il Santa Croce e per il San Salvatore, ben vengano le eccellenze, ben vengano professionisti quotati, ben vengano assunzioni del personale necessario, ben vengano tutte quelle migliorie nelle attuali strutture. La sanità la fanno medici e apparecchiature, non un nuovo ospedale. Ben venga quella trasparenza che fino ad oggi non c'è stata. Anche per questo il 18 settembre saremo di fronte all'Ospedale Santa Croce per chiedere ancora una volta la valorizzazione del Santa Croce e no all'Ospedale Unico.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-08-2010 alle 16:46 sul giornale del 30 agosto 2010 - 1273 letture

In questo articolo si parla di sanità, fano, ospedale, politica, pesaro





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