Mobilità urbana: evitiamo l'isolamento dei centri storici

3' di lettura 17/08/2010 -

Intervento di Roberto Borgiani, direttore Confesercenti Pesaro Urbino. Soltanto alcuni giorni fa, l’assessore alla Mobilità Andrea Biancani illustrava, sulla stampa locale, il piano delle piste ciclabili individuato dall’Amministrazione Comunale per la città di Pesaro.



Stupisce che questo piano non sia mai stato portato in nessun tavolo di concertazione e che le associazioni di categoria non ne siano state informate. Stupisce, tanto più, perché l’assessore Biancani tiene molto alla partecipazione e alla condivisione dei progetti ed è, quindi, ancora più strano che non ci abbia interpellati per concordare l’intervento o, almeno, per darcene comunicazione.

Va detto anche che un piano complessivo della mobilità dovrebbe tener conto degli effetti che certi interventi possono avere sulla rete commerciale esistente. Un parcheggio, ad esempio, anche se soltanto di 2 o 3 posti auto, situato davanti a un bar o a una tabaccheria, è parte integrante dell’avviamento commerciale di quell’impresa e, a volte, è decisivo per eventuali investimenti, in quanto rappresenta, comunque, la certezza di un certo volume di affari. Sopprimerlo senza alcun preavviso, come pure in alcuni casi è stato fatto, comporta un danno enorme capace di mettere in crisi anche un’azienda sana. Eppure non sempre i provvedimenti dei Comuni in materia di viabilità tengono conto di questo aspetto –è il caso ad esempio della pista ciclabile su via Milano o della rotatoria di fronte a Porta Rimini- che pure è importante perché può mettere in difficoltà il lavoro di tante imprese e, quindi, di tante famiglie.

Il tutto è ancora più grave se si considera il particolare momento di crisi che ancora tocca da vicino le nostre aziende e che dovrebbe suggerire alle Amministrazioni Comunali grande prudenza nell’applicare simili restrizioni al traffico urbano. Le piste ciclabili sono importanti e rappresentano un segnale di grande civiltà. E’ vero, però, che bisogna sempre capire quali sono le priorità e poi agire di conseguenza.

Per quanto riguarda, invece, telecamere, pilotini e, mi sento di aggiungere, certe campagne sanzionatorie, come quelle nei confronti dei ciclisti nel centro storico di Pesaro o degli “occupatori abusivi” di suolo pubblico a Gabicce Mare, mi sembra che il rischio è di far diventare la città e, in particolare, il suo centro, non più un luogo vivibile e ricco di funzioni sociali, ma una realtà iper vigilata e, quindi, sempre più isolata, nella quale si fa fatica ad arrivare, ad accedere e, infine, a sostare, anche se per poche ore. Al contrario, in questo momento, occorre aprire le città alla gente e non solo per contrastare la crisi ma anche per migliorare la qualità della vita e la cifra del nostro tempo libero.

Tale considerazione vale per Pesaro, ma anche per le altre Amministrazioni Comunali della provincia che proprio in questi giorni si cimentano con scelte similari –l’ampliamento dell’orario di chiusura della ztl a Cagli, la possibile istallazione di telecamere nel centro storico di Urbino- tutti interventi utili in senso generale, ma anche problematici là dove limitano eccessivamente l’accessibilità e la fruibilità dei centri storici e non tengono conto del difficile momento economico e sociale che stiamo vivendo.






Questo è un editoriale pubblicato il 17-08-2010 alle 15:54 sul giornale del 18 agosto 2010 - 939 letture

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