Ospedale Unico: coordinamento dei comitati, l'edilizia sanitaria non costruisce la salute

letto ospedale| 2' di lettura 28/07/2010 -

L'annuncio di un nuovo ospedale Fano-Pesaro, dal costo di oltre 130 milioni di euro, in linea con le politiche regionali di investimento per l'edilizia di questo settore, rende perplessi molti cittadini che si chiedono se non sarebbe stato meglio investire nella prevenzione, nelle politiche di abbattimento delle nocività, nell'aumento della qualità delle strutture esistenti piuttosto che in un modello di sanità che spinge molto spesso le persone a spostamenti che eguagliano in chilometri quelli presso i Santuari.



Il rapporto Ceis-Sanità 2009 presentato poche settimane fa segnala che la spesa sanitaria del 2009 ha raggiunto un importo pari al 8,7% del Prodotto interno lordo, e che considerando il valore aggiunto del settore raggiungiamo una percentuale di circa il 12%, per cui la spesa sanitaria rappresenterebbe la terza realtà industriale del Paese dopo alimentari ed edilizia!

La bilancia commerciale dei farmaci, dei quali gli anti-neoplastici rappresentano un ingente settore, segnala l'importazione di sostanze per ben 2,4 miliardi di euro.

La passione che i nostri amministratori, da "bravi padri di famiglia", detengono per le spese sanitarie (che paiono la loro dimostrazione preferita di dedizione ai cittadini) diventa abbastanza sospetta se confrontata con ambigue politiche "per lo sviluppo", che non tengono conto delle esigenze di risanamento immediato di aree a rischio ecologico e sanitario e dell'ormai dimostrato legame tra qualità dell'acqua e dell'aria ed i tumori.

Il continuo aumento delle patologie tumorali nelle società industrializzate è purtroppo un dato di fatto, il costo dei farmaci anti neoplastici consumati nel mondo era stimato nel 2004 in 24 miliardi di dollari, e nel 2008 era salito a 41 miliardi. In Italia si stima una spesa complessiva di 7 miliardi l'anno. Praticamente un'intera manovra finanziaria, comprensiva di tutti i settori economici.

Per questo la responsabilità dei cittadini nel richiedere una maggiore prevenzione ed un più puntuale uso del principio di precauzione nelle scelte industriali è fondamentale:

occorre indirizzare la società verso delle politiche integrate che sappiano coniugare dei fermi NO alle industrie insalubri, ad una programmazione economica che rinnovi i suoi obiettivi sociali e combatta innanzitutto le cause delle malattie.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-07-2010 alle 17:24 sul giornale del 29 luglio 2010 - 866 letture

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E' da troppo tempo che gli ospedali marchigiani rispondono sempre meno alle esigenze ed ai trattamenti dei malati. Gli ospedali sono presidi che servono a piazzare i medici di area politica ove questi pensano solo alle loro carriere.<br />
Una sanità quella della nostra regione che non si occupa di qualità del servizio, dell'assistenza domiciliare. I problemi dei malati vengono relegati all'ultimo posto.<br />
Se invece di spendere 130 milioni di euro, che alla fine lieviteranno a 300, si implementasse la qualità del servizio erogato, sarebbe molto meglio.<br />
Tuttavia alla politica che governa interessa<br />
1. l'appalto milionario<br />
2. piazzare i funzionari ed i medici di area o di tessera politica<br />
3. gestire la speculazione edilizia sulle aree dismesse<br />
Dei malati non v'è traccia.