Confesercenti: turismo e cultura, le nostre preoccupazioni

Roberto Borgiani 2' di lettura 10/06/2010 -

Intervento di Roberto Borgiani, Direttore Confesercenti Pesaro Urbino.



La manovra economica estiva presentata dal Governo Berlusconi per il necessario riallineamento dei conti pubblici contiene alcuni elementi di forte preoccupazione per il nostro territorio. Due, in particolare, quelli più pericolosi: il primo è il taglio pesante dei fondi per le attività culturali denunciato proprio in questi giorni sulla stampa da Amministrazioni pubbliche ed Enti culturali locali. Oltre al messaggio, in sé già negativo, del taglio di attività utili alla crescita umana e sociale di un territorio, vanno valutate attentamente anche le pesanti ricadute economiche. Prendiamo, ad esempio, il ROF ed i suoi riflessi, per altro finora non del tutto valorizzati, sulle attività artigianali, commerciali e turistiche di Pesaro, oltre che il suo ruolo di potente mezzo di promozione della città e del territorio. Cosa potrebbe accadere se un tale appuntamento fosse messo in discussione?

E’ un rischio, questo, che non si può e non si deve correre. E ciò che vale per il ROF, vale anche per tante altre iniziative importanti promosse ogni anno nelle nostre città. Il secondo elemento di preoccupazione è il taglio indiscriminato dei trasferimenti a Regioni, Province e Comuni che certamente produrrà, a caduta, un taglio delle risorse, già limitate, che tali Enti dedicheranno al sostegno ed allo sviluppo del nostro sistema economico. E’ certo che le Amministrazioni locali, tradizionalmente impegnate sul fronte dei servizi alla persona (sanità, scuola, assistenza, trasporti) cercheranno di mantenere i propri impegni in questi settori, riducendo ancora le attenzioni verso il mondo dell’impresa e dell’economia. Potremo scordarci, insomma, interventi per la valorizzazione dei prodotti agricoli, delle tipicità e delle eccellenze alimentari, dei manufatti artigianali e artistici, così come potremo scordarci un sostegno alla riqualificazione della rete commerciale, allo sviluppo dei centri commerciali naturali e così via.

Ma, in particolare, sarà sempre più difficile proporre interventi pubblici per la qualificazione delle strutture ricettive e per la promozione turistica del territorio. Questo, in aperta contraddizione con tutti gli impegni presi non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale dal Ministro Brambilla per il Governo. Alla faccia dei discorsi triti e ritriti sulla valenza del settore turistico per lo sviluppo economico delle Marche e per l’occupazione dei nostri giovani! Occorre, quindi, che il territorio, in un lavoro congiunto delle forze politiche di maggioranza e di minoranza e delle forze economiche e sociali, raccolga i segnali di allarme e si adoperi per evitare che i rischi a cui abbiamo accennato, si trasformino in problemi reali, con le inevitabili conseguenze sul tessuto economico e sociale locale, già attraversato da una crisi senza precedenti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-06-2010 alle 19:49 sul giornale del 11 giugno 2010 - 715 letture

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