Scontrini: la mancata emissione 'non paga'

guardia di finanza 2' di lettura 09/06/2010 -

In meno di un anno, sono già ventisette gli esercizi commerciali nei confronti dei quali i Reparti del Comando Provinciale di Pesaro hanno avanzato proposta di applicazione della sanzione accessoria della chiusura degli esercizi pubblici per reiterate mancate emissioni di scontrini o ricevute fiscali alla Direzione Regionale dell’Agenzia dell’Entrate delle Marche.



L’ultima riguarda un commerciante ambulante di generi alimentari che nel giro di tre anni, dal 2008 al 2010, è stato verbalizzato 4 volte per mancata emissione, tre volte dai militari delle Fiamme Gialle di Fano ed una da quelli di Urbino. La norma prevede che si applichi detta misura sanzionatoria quando, nel corso di un quinquennio, siano state constatate quattro distinte violazioni dell’obbligo di emettere la ricevuta o lo scontrino fiscale, compiute in giorni diversi e con la medesima licenza o presso il medesimo esercizio. Fattivamente è disposta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, mediante la chiusura temporanea del negozio – ovvero con l’impossibilità di recarsi presso i mercati cittadini o rionali per gli ambulanti - per un periodo che varia da tre giorni ad un mese, in base alla recidiva del soggetto. Quindi al giusto “danno” della sanzione già prevista per la mancata emissione dello scontrino fiscale ovvero della ricevuta fiscale, si aggiunge, per l’esercente, quello della chiusura del negozio per diversi giorni. La verifica della chiusura dell’esercizio è, peraltro, affidata all’Agenzia delle Entrate competente per territorio ovvero alle Fiamme Gialle.

In ultimo è da segnalare quali siano state le tipologie degli esercenti che si sono caratterizzati, nell’ultimo anno, per questo tipo di segnalazione per l’applicazione della sanzione accessoria: in particolare, si tratta di esercizi ambulanti, nel settore dell’abbigliamento e di prodotti alimentari. Il problema vero è che si indulge nella mancata emissione degli scontrini, poiché se non si viene colti in flagranza, è più difficile dimostrare successivamente cessioni in nero attraverso i semplici riscontri contabili o di magazzino e l’acquirente spesso non ne esige l’emissione perché non è portatore di un interesse specifico alla deduzione della spesa.


dalla Guardia di Finanza
Comando Provinciale Pesaro-Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-06-2010 alle 19:25 sul giornale del 10 giugno 2010 - 887 letture

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