San Salvatore: 'Maggiore coinvolgimento dei medici di base nel percorso ospedaliero'

3' di lettura 21/05/2010 - Si sono incontrati ed hanno pubblicamente fatto il punto sullo stato dei lavori all’interno delle unità operative più critiche. Un modo non solo per esporre i risultati ottenuti “che normalmente vengono illustrati durante gli obiettivi di budget” precisa Gabriele Rinaldi direttore generale del San Salvatore, ma per confrontarsi e alimentare il dialogo tra i professionisti dell’azienda ospedaliera e i colleghi impegnati sul territorio.

“Gli scenari futuri del San Salvatore”, il convegno organizzato dalla direzione generale e sanitaria del nosocomio cittadino all’Hotel Rossini a cui ha partecipato il vice sindaco Giuseppina Catalano ex primario dell’oncologia pesarese, in questa prima giornata di lavori ha raggiunto gli obiettivi sperati. In sala non solo i professionisti dell’azienda ma alcuni medici di medicina generale e dirigenti dell’Asur zona territoriale 1 “perché anche se le aziende sono divise – ha precisato un medico di base – è importante lavorare insieme e condividere i percorsi clinici”.

I protocolli attivati, che coinvolgono i professionisti di svariate discipline mediche, riguardano le neoplasie polmonari, della tiroide, della prostata, del colon retto, della mammella e cerebrale; di tutte queste patologie sono stati illustrati i percorsi clinici elaborati seguendo le linee guida nazionali e internazionali che vedono i professionisti delle varie strutture confrontarsi sul migliore percorso da intraprendere per il singolo paziente. Inoltre ampio spazio è stato destinato al paziente con infarto miocardio acuto, con arresto cardiaco intraospedaliero e all’accesso al pronto soccorso ostetrico, nuova struttura pronta ad essere attivata. Ma questi percorsi, come ha sottolineato l’oncologo David Rossi ”richiedono un potenziamento attraverso il coinvolgimento dei medici di base”. Proprio questo coinvolgimento è già attivo, attraverso la collaborazione con il territorio, per le patologie femminili come la neoplasia della mammella che vede i professionisti del San Salvatore lavorare gomito a gomito con i colleghi di via Nanterre per accompagnare le donne dalla fase dell’accertamento clinico, fino alla diagnosi e alla terapia. “I medici dell’ospedale cittadino – ha precisato Paolo Coschiera, primario della Diagnostica per immagini – collaborano con quelli della zona territoriale. Questo è un esempio di coinvolgimento dentro e fuori l’azienda”.

Non meno importante, come più volte sottolineato dai relatori, il supporto degli strumenti informatici al percorso clinico, argomento che verrà ampiamente discusso e approfondito nella seconda ed ultima giornata di confronto, sabato 22 maggio. Si parlerà di Centro unico di prenotazione illustrando le attività svolte nell’ultimo biennio per preparare il terreno alla struttura unica regionale; si parlerà del ruolo degli ambulatori all’interno dell’ospedale, dei processi di pre-ricovero, ricovero, dimissioni e controlli successivi, dei livelli di sicurezza e degli strumenti a disposizione dell’azienda per accelerare gli iter amministrativi e abbattere la burocrazia. Fino alla realizzazione del dossier clinico che conterrà i dati, le immagini radiologiche e i referti emessi nell’arco della singola degenza e le informazioni raccolte durante tutti gli accessi dell’utente all’interno dell’azienda ospedaliera. Strumento, il fascicolo , utile ai professionisti dal punto di vista clinico e della ricerca, rendendo più immediata e fruibile l’analisi dei dati, la loro elaborazione e successiva conclusione.

   

da Azienda ospedaliera San Salvatore






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-05-2010 alle 18:01 sul giornale del 22 maggio 2010 - 2022 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, Azienda ospedaliera San Salvatore


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