Cordone ombelicale, prima donazione al San Salvatore

donazione cordone ombelicale 2' di lettura 06/05/2010 - Si chiama Maruska Torcolacci, ha 37 anni e giovedì mattina alle 8.30 ha dato alla luce il suo secondogenito Andrea. Non solo: insieme al marito Massimo Manoni ha deciso di donare il cordone ombelicale per fini solidaristici. Si tratta della prima raccolta al San Salvatore da quando, martedì 4 maggio, è partito ufficialmente il servizio offerto alle gestanti che diventano mamme nel reparto di Ostetricia – Ginecologia, diretto da Alberto Marabini.

Giovedì mattina dopo il parto cesareo programmato, eseguito dal ginecologo Franco Mercantini, è stato raccolto il cordone e portato nel centro di Immunoematologia trasfusionale dell’ospedale cittadino, struttura guidata da Francesco Picardi. Qui i medici hanno svolto alcuni esami preliminari e confezionato il sangue per l’invio al Dipartimento di Medicina Trasfusionale di Pescara; nella banca abruzzese le cellule staminali, preziose per i trapianti e per la cura di diverse malattie come le leucemie, i linfomi, la talassemia, e alcune gravi carenze del sistema immunitario che colpiscono sia gli adulti che i bambini, verranno congelate e conservate per decenni. “Mi ero interessata già 5 anni fa quando ho avuto Alex, il mio primo figlio – racconta Maruska – e durante il corso pre-parto fatto per Andrea le ostetriche mi avevano anticipato la possibilità di donare il cordone qui a Pesaro. Poi ho visto la locandina e martedì 4 maggio ho avuto il primo colloquio”. In realtà Maruska, donatrice di sangue da circa 15 anni, sapeva quasi tutto sulle potenzialità delle cellule staminali e sulla modalità di raccolta, tecnicamente semplice, priva di rischi e completamente gratuita.

Così Maruska Torcolacci, a cui è stato consegnato un diploma di riconoscimento da parte dell’Adisco (associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale), racconta la sua esperienza: “Sono veramente orgogliosa e felice che il San Salvatore si sia abilitato proprio nei giorni in cui era previsto il mio parto. Ringrazio i medici, le ostetriche, le infermiere e tutti gli operatori dell’ospedale che hanno contribuito e reso possibile questa donazione. Un gesto d’amore che dedico a mio marito Massimo, ai miei figli e a coloro che vorranno accettarlo. La vita può sembrare difficile ma se stiamo attenti ci offre la possibilità di cambiare e migliorare”.


   

da Azienda ospedaliera San Salvatore






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2010 alle 16:10 sul giornale del 07 maggio 2010 - 1113 letture

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