Confesercenti, Borgiani sulla libreria Coop

2' di lettura 21/01/2010 - La vicenda dell’annunciata apertura di una libreria a marchio Coop nel centro di Pesaro, contro la quale sta sorgendo un appassionato gruppo al grido di “boicooppiamo la coop” muove ad alcune considerazioni.

La prima: non è nelle cose rimettere in discussione la liberalizzazione delle aperture di esercizi commerciali di vicinato, ma è opportuno chiedersi a quando assisteremo alla liberalizzazione di altre categorie e professioni ancora assurdamente contingentate (farmacie, studi notarili ed altro). Insomma, a quasi quattordici anni dalla liberalizzazione del piccolo commercio aspettiamo ancora che il libero mercato si estenda a tutti e in tutti i settori.


La seconda: la concorrenza che la grande distribuzione fa alle librerie tradizionali è sicuramente impari, praticando uno sconto generalizzato almeno del 15%, infatti, usa l’editoria come uno specchietto per le allodole, un motivo di richiamo per vendere con ampi margini tutti gli altri prodotti. Nella maggior parte dei casi per nulla interessata alla qualità del prodotto e del servizio, tratta il libro alla stregua di qualsiasi altro prodotto civetta.

Le associazioni di categoria dei librai da anni chiedono, purtroppo inascoltate, che il tetto massimo di sconto ammissibile non superi per legge il 10% del prezzo di copertina, con ciò limitando le pratiche di concorrenza ai limiti della compatibilità economica per la distribuzione tradizionale. Intanto, gli scaffali dei supermercati raramente brillano per completezza ed originalità: di solito, si trovano soltanto i best sellers e poi tutta roba vecchia. E nessuno che possa aiutarti in una anche misera ricerca.



La terza: probabilmente altra cosa sarà il nuovo negozio dedicato della Coop, ma se dovessero riproporre anche lì la politica del maxi sconto (che corrisponde quasi a tutto il margine lordo del gestore di una libreria tradizionale), avremmo ragione di pensare che più che una operazione commerciale siamo in presenza di una sorta di occupazione del territorio.



Resta, infine, il problema generale di valorizzare il ruolo del centro storico ed in particolare la sua funzione commerciale, problema che non è solo della categoria, ma anche e soprattutto della città e della sua amministrazione. A meno che Pesaro non voglia arrendersi definitivamente alla grande distribuzione, lasciando alle mega catene e ai franchising, che già hanno occupato gran parte delle zone periferiche e che sono gli unici a potersi permettere il rischio di affitti altissimi, anche le vie del centro storico.

Il tentativo di costituire il Consorzio degli operatori del centro va nella direzione giusta ed è apprezzabile, in tal senso, lo sforzo dell’Amministrazione comunale. In questo contesto, la possibilità di lavorare insieme per un progetto integrato di riqualificazione e di promozione del nostro commercio è una grande occasione che non possiamo permetterci di perdere.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-01-2010 alle 17:47 sul giornale del 22 gennaio 2010 - 1465 letture

In questo articolo si parla di politica, Confesercenti Pesaro





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