Calcio a 5: Vanzela, il portiere pensa alla sfida con Gualdo

William Vanzela 2' di lettura 21/01/2010 - E’ nato a Cascavel, Brasile, ovverosia nella patria del calcetto. Da tre anni e mezzo ha solcato gli oceani ed è approdato in Italia dove s’è distinto tra i pali ed anche fuori.

Uno dei più positivi di questa stagione in serie B, la terza consecutiva, dell’Italservice Pesaro Five è William Vanzela (nella foto con l’inseparabile maglia a ricordo del nonno scomparso), 24enne portiere col vizio del gol.
 “L’anno scorso, a Grosseto in serie A2, ne ho segnati di più - racconta il buon William dopo aver indirizzato con parate d’alta scuola la gara di sabato scorso contro un ottimo Raiano - Quest’anno sono a quota quattro ma esco meno dalla porta visto che non ce n’è tanto bisogno: i miei compagni sono bravissimi”.
Vero, anzi sacrosanto, anche se sabato scorso non hanno sempre chiuso a dovere sulle sgroppate dei calciatori abruzzesi.



“Ci sta - ammette Vanzela - Non sono abituato a prendere tutti quei tiri in porta perché la squadra praticamente non sbaglia mai. Io il migliore di giornata? Vabbè, ogni volta tocca a qualcuno meritarsi la palma del più bravo. L’importante è che il Pesaro Five abbia vinto, dopo una prestazione in cui ha sofferto ma corso e lottato alla grande”. E poi, come al solito, prezioso è stato il suo lavoro in fase di impostazione a creare la superiorità numerica. Il risultato su tutto. Solo attraverso affermazioni a ripetizione i rossiniani allenati dal player-manager Cesar Tavoloni e dall’anconetano Angelo Lepretti possono cullare il sogno di riavvicinarsi al primo posto, per ora sei punti più in alto. E sabato c’è Real Rieti-Terni, con la prima che va a casa della seconda in una sfida che si preannuncia spettacolare.



Vanzela sa che, nonostante qualcuno perderà inevitabilmente punti, bisogna guardare in casa propria: “Non importa come finirà quel match se noi non vinciamo a Gualdo. Come facciamo a pensare al Rieti o al Terni se noi non battiamo la Virtus? Ecco perché dobbiamo guardare solo a noi stessi, affrontando da qui alla fine ogni partita come fosse una finale”. A proposito: come si trova a Pesaro? “C’è bisogno di dirlo? Chi mi conosce sa che sto alla grande. I compagni sono eccezionali, la società è seria... che voglio di più?”. Non servono commenti supplementari, se non i complimenti al portiere volante ingaggiato dai pesaresi del trio Mercantini-Cerreti-Luponio. 







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-01-2010 alle 17:11 sul giornale del 22 gennaio 2010 - 1112 letture

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