Novafeltria: \'Pensaci, Giacomino!\', Pirandello al Teatro Sociale

4' di lettura 04/01/2010 - La stagione di prosa del Teatro Sociale di Novafeltria prosegue domenica 10 gennaio con il capolavoro di Luigi Pirandello Pensaci, Giacomino! Diretto e interpretato da Enzo Vetrano e Stefano Randisi (foto) della compagnia Diablogues.

Lo spettacolo – finalista del Premio ETI- Olimpici del Teatro - ha riscosso grande successo in tutte le piazze d’Italia. Attraverso un testo apparentemente comico e irriverente, il genio di Pirandello fa riflettere sulla famiglia, sui suoi squilibri e sugli aspetti diametralmente opposti della violenza e del rispetto.

“Un lavoro audacissimo”. Così Pirandello descrive al figlio Pensaci, Giacomino!, la commedia scritta per Angelo Musco, che ci fa divertire nel guardare da vicino legami familiari paradossali e tumultuose relazioni con un perbenismo di facciata. Audacissimo è infatti l’intreccio che fin dalla stesura dell’omonima novella da cui il testo teatrale prende spunto crea scalpore tra i lettori del Corriere della Sera, su cui era stata pubblicata nel 1910: Agostino Toti, vecchio professore di liceo anticonformista ante litteram dichiara la sua intenzione di “vendicarsi” contro il governo - che lo ha costretto a una vita solitaria a causa di uno stipendio da fame - sposando una ragazzina giovanissima che beneficerà a vita della pensione che lo Stato sarà costretto a versarle in quanto sua vedova. Il caso di Lillina, figlia del bidello della sua scuola, messa incinta da Giacomino Delisi, un suo ex alunno, e adesso cacciata di casa dai genitori gli offre la possibilità di realizzare il suo piano.

Per qualche anno il professore permette alla giovane moglie e al suo amante di incontrarsi nella sua casa, fa da nonno al bimbo nato dalla loro relazione, e trova anche un posto in banca a Giacomino, beandosi della felicità conquistata con questa inattesa famiglia e ostentando indifferenza per le reazioni scandalizzate della gente di fronte a un inequivocabile, inaccettabile ménage à trois. Ad un certo punto però, Giacomino comincia a disertare la casa del professore e Lillina è annientata dal dolore. Agostino Toti ne cerca il motivo, e scopre che la sorella di lui, con la complicità di un prete viscido e indegno, lo ha fatto fidanzare a una “giovine orfana e perbene” al fine di liberarlo da questa condizione immorale. Con la determinazione di un paladino della giustizia e della vera moralità si precipita da Giacomino e riesce a riportarlo a casa sua dopo averlo minacciato, implorato e infine commosso con il richiamo alla paternità e all’amore di Lillina. Commedia morale dunque, umoristica ma anche grottesca, con un personaggio che sembra voler affrontare l’ipocrisia del mondo senza la maschera di un ruolo sociale, quello di marito, perché di questo ruolo si libera subito, dichiarando di non volerlo essere. Ma a guardar bene…

“Tu sarai la mia figliola, la mia figliola bella” Con queste parole si chiude il primo atto, e per tutto il secondo e il terzo da padre si comporta con lei, e anche con l’amante di lei, Giacomino. Ma questa famiglia aperta, trasgressiva, sui generis, vissuta come un’offesa da tutta la comunità civile, acquista nella mente del Professore una valenza etica che va protetta e difesa con tutte le forze e così, fatalmente, come in un gioco di scatole cinesi, la “non famiglia” viene intrappolata nella stessa idea claustrofobica di famiglia, e i suoi componenti soggiogati a meccanismi di compressione e prepotenza. Attraverso questo testo apparentemente comico e irriverente la nostra attenzione si può focalizzare allora sulla famiglia e sugli squilibri che possono esplodere al suo interno, scaraventandoci in un’attualità drammatica e agghiacciante, che ci coinvolge tutti e ci fa riflettere sugli aspetti diametralmente opposti della violenza e del rispetto. (Stefano Randisi, Enzo Vetrano)

Info:

Il botteghino del Teatro Sociale (tel. 0541921935) rimarrà aperto due giorni prima dello spettacolo con orario 17.00-19.30. Il giorno di spettacolo l’orario di botteghino si prolungherà sino all’inizio dello spettacolo. Sarà possibile acquistare i biglietti anche presso gli uffici di Fano del Teatro Stabile. I biglietti prenotati dovranno essere regolarizzati, in contanti o con bonifico bancario, entro il giorno precedente lo spettacolo. I biglietti non regolarizzati verranno rimessi in vendita.

Per informazioni, abbonamenti e biglietti: Teatro Stabile delle Marche, Uffici di Fano tel. 0721 830145, dal lunedì al venerdì, dalle 17.00 alle 19.30








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-01-2010 alle 18:48 sul giornale del 05 gennaio 2010 - 1259 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, novafeltria, pirandello, Comune di Novafeltria, teatro sociale





logoEV
logoEV
logoEV