Cna: restauro, lauree trasformate in carta straccia

4' di lettura 15/12/2009 - Non c\'è solo una categoria a rischio di estinzione, quella dei restauratori (oltre 500 imprese nelle Marche), ma anche decine e decine di laureati e laureandi in conservazione e restauro del patrimonio artistico (5 anni) e tecnologie per la conservazione ed il restauro dei beni culturali in tecniche del restauro (3 anni), che rischiano di ritrovarsi con un pezzo di carta straccia in mano.

E\' quanto potrebbe accadere infatti dopo il 31 dicembre prossimo, data dalla quale entrerà in vigore il nuovo decreto ministeriale promosso dal Ministero dai Beni culturali che regolamenta le modalità per essere qualificati \"restauratori culturali\". L’iter di riconoscimento della qualifica di restauratore è diventato infatti un percorso ad ostacoli che rischia di mettere fuori mercato molte imprese del restauro delle Marche e di rendere inutili lauree e diplomi di corsi ottenuti dopo il 2006 ed uno stesso corso di laurea, quello ad esempio istituito dall\'Università degli studi di Urbino. Si tratta di un provvedimento complesso e contestato non solo dalla categoria dei restauratori (per loro la data spartiacque sarà infatti quella del 2001), ma anche da laureati e studenti. La denuncia è arrivata nel corso di un affolatissimo convegno tenutosi alla facoltà di sociologia dell\'Università di Urbino ed organizzato da CNA Artigianato Artistico e Tradizionale.

L\'associazione è infatti preoccupata per le sorti delle imprese artigiane interessate dalle nuove norme che regolamentano l’accesso alla professione e che determinano il riconoscimento delle qualifiche degli operatori del restauro già in attività. \"Con la domanda di riconoscimento della professione di restauratore - ha detto la responsabile provinciale di CNA Artistico e tradizionale, Luciana Nataloni - oggi oltre il 70% dei restauratori rischia di sparire, di chiudere bottega, di non vedere riconosciuti anni di lavoro in un settore delicatissimo\". La CNA punta il dito contro la nuova legge che, varata con otto anni di ritardo, ritiene utili per il riconoscimento della qualifica solo i requisiti maturati prima del 2001. “In sostanza - ha spiegato la Nataloni - chi ha operato in questi otto anni è come se non esistesse dato che la sua esperienza non vale per la nuova legge. I requisiti ritenuti necessari dalla nuova legge, sono sostanzialmente impossibili da recuperare per gli artigiani e per i lavoratori del settore”. Difficoltà rimarcate nel corso del convegno anche dal rettore dell\'Università, Stefano Pivato che ha ribadito la necessità di porre rimedio con urgenza ad un provvedimento che rischia di rendere nulli anni di studio e decine di lauree ottenute a costo di sacrifici. L\'associazione è fortemente preoccupata per il futuro di molte imprese che operano nel restauro o che fanno del restauro un importante elemento della propria attività perché le nuove norme pretendono di disciplinare in modo generalizzato e retroattivo una situazione precedente al 2001.

Un intervento che CNA giudica tardivo \"e che - ha spiegato la restauratrice Federica Papi - serve solo a produrre un’ingiusta espulsione dal mercato di tantissimi operatori (molto dei quali giovani), che hanno maturato in questi anni un bagaglio di competenze professionali altamente qualificate\". “Oltre a ciò – hanno affermato nel corso i responsabili dell’Unione CNA Artistico, Luciana Nataloni ed Emilio Berionni - per la presentazione della documentazione richiesta, molti giovani imprenditori del restauro sono già in difficoltà in quanto, negli anni precedenti il 2001, si trovavano ad operare con un rapporto di lavoro dipendente. La normativa riconosce questa possibilità ma rende la vita impossibile a chi, forte di un percorso formativo coerente e sano, vuole continuare ad impegnarsi nel campo del restauro”. Per non parlare poi della questione relativa alla prova di idoneità prevista dal regolamento che apre scenari a dir poco inquietanti per le modalità di svolgimento. Per questo al termine del convegno urbinate l\'onorevole Massimo Vannucci, uno dei firmatari della mozione Realacci, si è impegnato per ottenere almeno in questa prima fase un proroga del decreto ed in seconda battuta una modifica sostanziale del provvedimento.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-12-2009 alle 19:50 sul giornale del 16 dicembre 2009 - 1185 letture

In questo articolo si parla di attualità, urbino, CNA Pesaro





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