Bilancio 2010 mutilato dai tagli del governo

luca ceriscioli 2' di lettura 03/12/2009 - I recenti tagli al Welfare previsti dalla finanziaria mostrano le ferite inflitte al bilancio del comune di Pesaro: il 65% di risorse in meno rispetto al 2009 che peserà soprattutto su servizi sociali, educazione e manutenzione. Proprio il bilancio è stato il principale tema affrontato da Luca Cerisicoli nel consueto appuntamento settimanale con la stampa tenutosi ieri, giovedì 3 dicembre, nell’ufficio del sindaco.

I tagli del 65% imposti dal governo nazionale al Fondo Unico per il Welfare diretto alle regioni comincia a riflettersi negativamente sui bilanci dei comuni: mentre per il 2009 il fondo era stato reintegrato interamente, per il 2010 la quota prevista sarà solo di 4 milioni. Manutenzioni straordinarie, servizi sociali ed educativi saranno i settori direttamente colpiti dai tagli, per cui si registrerà un deficit che potrebbe sfiorare il milione di euro.


E’ inoltre da considerare che, come ha affermato lo stesso sindaco Ceriscioli, “il mancato reintegro del fondo implica anche sacrifici per tutti gli altri settori” e che “anche riuscendo a dare le stesse risorse, non significa che bastino per far fronte alle stesse spese dell’anno precedente”. La scelta del comune, per ora, è da un lato quella di non ridurre i servizi anche a fronte di spese più elevate dei precedenti anni e senza alcun ritorno economico, dall’altro, quella di non togliere risorse ad altri settori , p.e. il turismo (a cui sono destinati 90.000 euro), per convogliarle in quelli economicamente carenti, in modo da garantire una giusta applicazione di tutte le politiche.


Ceriscioli, inoltre, ha espresso la sua posizione nei confronti di alcune proposte, emerse nei giorni scorsi, che indicavano nella riduzione dei premi dei dirigenti una possibile soluzione al deficit, “il premio non è un bonus”, ha spiegato il sindaco, “è il normale stipendio del dirigente che, come tutte le buste paga, non può essere sottratto al lavoratore”. Negata anche la possibilità di ridurre le consulenze esterne del comune, spese eventuali che, se abolite, non genererebbero comunque un reale risparmio e l’ipotesi, o meglio il timore, di un aumento della pressione tributaria.


“Il comune non è in grado di farlo”, ha puntualizzato Ceriscioli, “l’unica cosa che gli spetta è l’addizionale Enel, la cui percentuale è comunque bloccata per tre anni”. Con uno sguardo alla finanziaria nazionale, inoltre, Ceriscioli ha avanzato l’ipotesi che i tagli siano parte di un disegno più lungimirante connesso al federalismo fiscale, e mirato a ridurre le risorse a disposizione delle regioni in modo da garantire alle amministrazioni meno risorse di quanto realmente ad esse spetterebbe.






Questo è un articolo pubblicato il 03-12-2009 alle 14:37 sul giornale del 04 dicembre 2009 - 1227 letture

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