Novafeltria: Paolo Saporiti in concerto

paolo saporiti| 3' di lettura 28/10/2009 - Dopo il notevole successo della serata inaugurale della stagione inverno-inverno 2009/2010 del Gruppo SIP, si continua al Centro Quarta Dimensione di Novafeltria con il concerto di Paolo Saporiti, cantautore milanese accompagnato dalla violoncellista Francesca Ruffilli.

L’appuntamento è per giovedì 29 alle ore palindrome 21.12.

Cantautore dalla formula folk classica (chitarra acustica e voce), Paolo Saporiti compone intrecci raffinati e dalle geometrie mai banali, disegnando atmosfere intime e piene di fascino. Forte di uno stile prezioso ed elegante e di una voce profonda ed enfatica, traduce le proprie inquietudini e melanconie in composizioni all\'apparenza scarne ed essenziali ma che, dietro ogni nota e ogni silenzio, nascondono infiniti scorci e sfumature. Dopo alcune esperienze nel teatro inizia a girare con la sua chitarra per i locali off del nord Italia; intanto continua a scrivere, con ritmo quasi ossessivo, le sue canzoni. Nel 2006, 12 di queste vanno a formare lo splendido The Restless Fall (Canebagnato records), album asciutto ed intenso, che riscuote ampi consensi di critica:

\"Non me ne vorrà Damien Rice ma stavolta c’è qualcuno che soffre e ama un po’ più forte di lui.\" (indie for bunnies) \"The Restless Fall è un incanto.Tutte le tracce sono di una bellezza inaudita e folgorante\" (beautiful freaks). Forte del successo del primo album, nel febbraio del 2008 esce il suo secondo lavoro: Just let it happen nel quale alla sua chitarra si fonde come in simbiosi il violoncello della bravissima Francesca Ruffilli, una presenza che arricchisce il suono di Saporiti rendendolo ancora più avvolgente e caldo. In merito al suo ultimo lavoro, dicono le riviste specializzate che “Saporiti è folksinger di razza, incide l’anima con canzoni che appoggiano vuoti e doglianze su pochi accordi di chitarra e una voce meditativa ma leggermente teatrale. Vi piacerà se amate le arie fuori dal tempo di Will Oldham, la malinconia fragrante di Devendra Banhart, i lamenti a bassa voce di Elliot Smith: influenze che Saporiti e i suoi ospiti immergono qui in un’atmosfera spesso sognante e mattiniera, come di un mattino di dormiveglia a tratti solamente disturbato da una luce leggera che entra dalla finestra. Xabier Iriondo incastra sobbalzi umoristici nella già nervosa ma splendida Like a dog e lascia volteggiare il suo taishokoto accanto alla chitarra e al cello di 100.000 lies. Altrove poche percussioni o una slide-guitar completano canzoni che già da sole valgono oro (Mountains of broken guns & dreams) e lasciano dire che sì, c’è un pezzo di America anche in Italia ed è un bene tenerselo stretto (All, fall down), anche quando Saporiti lascia la chitarra e si mette davanti al piano e ai synth per la chiusura a parte (i Sigur Ros a ranghi ridotti) di The last man on earth.

Disco davvero bello e confezione di cartoncino con disegni dell’illustratore inglese Paul Barnes che, una volta ogni tanto, rendono sensato l’acquisto dell’oggetto vero e proprio”. Luca Barachetti - Music Boom





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-10-2009 alle 11:28 sul giornale del 29 ottobre 2009 - 1052 letture

In questo articolo si parla di attualità, Gruppo Sip





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