Porto Vallugola: azioni ed osservazioni del WWF

san bartolo 5' di lettura 19/10/2009 - Il WWF Marche ha chiesto di partecipare alla Conferenza dei Servizi che il Comune di Gabicce ha convocato per esprimere l’Autorizzazione a questa devastante opera pubblica, ed intende informare le associazioni interessate a fare altrettanto, quindi qualsiasi Associazione o privato può fare la stessa richiesta ed il Comune dovrà invitare tutti a partecipare.

Il WWF Pesaro che grazie a nuove iscrizioni ricostruisce la nuova struttura locale, intende seguire con particolare attenzione questa vicenda che ormai preoccupa non solo gli ambientalisti ma un numero sempre maggiore di persone ed istituzioni nella città e nella provincia. Come suo costume il WWF per difendere Il Parco del San Bartolo ed il suo straordinario valore naturalistico e paesaggistico adotterà tutte le vie legali ed istituzionali possibili per evitare questo ennesimo scempio annunciato. Ci sono centinaia di banali e cementati porti e porticcioli turistici lungo le coste italiane e l’Adriatico, tutti eguali, tutti funzionali, tutti cementati, tutti banali e ripetivi di se stessi, copie infinite degli stessi modelli “eleganti e alla moda” prodotti da architetti e costruttori. Ma in Adriatico a nord di Ancona fino a Trieste c’è un’unica falesia rocciosa, quella tra Pesaro e Gabicce, pochi chilometri, isola ancora naturale su 400 km di coste sabbiose e di cemento che compongono la megalopoli turistica costiera che si estende dalle Marche al Veneto.



In questa fiera della cementificazione e dell’antropizzazione delle coste adriatiche italiane questa lingua di colline si immerge in mare ancora miracolosamente pressoché integra e naturale. La Regione Marche ne ha fatto giustamente Parco Naturale, Parco del S. Bartolo, per i pregi naturalistici, paesaggistici e storici. Proprio queste sue caratteristiche di integrità fanno sì che questa fascia costiera intatta sia o! ggetto di appetiti edificatori ed economico speculativi. Nell’attuale clima di esaltazione dell’economia dell’immediato e della svendita del territorio dove proporre una nuova devastante cementificazione? Proprio qui, su questa costa integra del Parco adducendo a motivo l’allargamento di un piccolissimo (e portatore di una lunga storia che risale a 2000 anni fa) vecchio porticciolo da 20 barche… Il progetto, fautrici le imprese di costruzione locali ma fortemente promosso dal Comune di Gabicce, si estende per qualche centinaio di metri e va a raggiungere a nord le spiagge di Gabicce Mare collocandosi a ridosso della falesia (franosa) con tanto di strada di collegamento con il piccolo centro di Vallugola (poche case e un ristorante, oggi).



Il complesso del porto prevede un allineamento delle banchine che si protendono in mare per ospitare circa 240 yacht dalle dimensioni superiori ai trenta metri, fino a quelli di otto metri… una “virgola” di cemento che comporterà l’alterazione completa della linea di costa e una sovraescavazione dei fondali marini, attualmente di pochi metri, per renderli idonei ad ospitare barche di queste proporzioni e soprattutto barche a vela. Il “porticciolo turistico” comporta la costruzione di una gigantesca massicciata a protezione delle banchine di ancoraggio e un devastante, quanto improponibile sistema di viabilità a terra. Le ripercussioni sull’ambiente naturale locale non saranno solo di totale cementificazione dell’area ma influiranno, come indicato anche nelle relazioni di progetto, anche sul delicato equilibrio idrogeologico della falesia che incombe sul mare. La strada, a doppia corsia per tutta la lunghezza del porto, prevede nel lato monte un parcheggio lungo tutta la sua lunghezza che inciderà sui versanti della falesia e al termine, dopo una rotatoria e altri parcheggi, si connetterà ad un percorso pedonale e carraio, più o meno con le stesse dimensioni, fino al Gabicce.



Particolarmente problematiche saranno le ripercussioni di questo nuovo complesso costiero che possono essere devastanti per l’equilibrio delle correnti marine locali e per i tratti di spiaggia a Sud e a Nord, in particolare per una possibile e pesante erosione delle attuali spiagge di Gabicce Mare. Verrà totalmente annientata tutta l’importante fascia di spiaggia rocciosa con tutta la sua unica flora e fauna che caratterizza e valorizza scientificamente e biologicamente l’intero tratto costiero del Parco Naturale e che pure è stata motivo della sua istituzione in area protetta. In sostanza questa opera del tutto inutile e fine a se stessa modificherà per sempre questi luoghi per un discutibile interesse economico immediato e di pochi, ridurrà pesantemente quel poco di patrimonio naturale e paesaggistico che ancora sopravvive in questo Adriatico sostituendo ad un ambiente naturale integro e suggestivo un banale e probabilmente inutile manufatto portuale cementificato.



Non si dimentichi che il porto di Vallugola ha un importante rilevanza anche storico archeologica che verrebbe completamente cancellata, anche nella sua componente sottomarina, dalle nuove banchine e scogliere. Ciò che riteniamo devastante in questa operazione è innanzitutto il fatto che essa comporta una modificazione completa ed irreversibile di un territorio che rappresenta un patrimonio naturale collettivo dai tanti risvolti economici per l’economia locale diffusa. Su questo progetto sono impossibili mediazioni o mitigazioni anche dei valori naturali. Se questo progetto verrà attuato l’intera area sarà totalmente modificata, il territorio naturale, terra e mare, completamente modificato nella sua essenza, i paesaggi e gli habitat preesistenti diventeranno un unicum antropico allineato alla attuale banale, estesa e monotona linea di costa del litorale fatta di alberghi, pensioni e pizzerie, strade, porticcioli e porti e, saltuariamente, “orgogliosi” grattacieli come quello di Rimini. Ma non ci si può non chiedere quale sia il vantaggio economico e sociale di questo nuovo porto, quali i costi in termine di patrimoni naturali e paesaggistici che andranno perduti da qui al futuro e che saranno indisponibili anche in relazione alla ricca attrattiva turistica della costa marchigiano-romagnola. Ancora una cementificazione della costa che mortifica e distrugge i veri valori di questo territorio.



Invece di proteggere un bene che produrrà economia verde per un futuro lunghissimo e per il complesso dell’economia locale (turismo tradizionale e verde, ristorazione, alberghi, ricreazione ecc.) ci si rivolge ad un ulteriore consumo del territorio pregiato che porterà solo immediati ed effimeri guadagni e voti a pochi imprenditori e politici locali.



Palazzini Vittorio - WWF Marche

Pandolfi Massimo - WWF Pesaro






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-10-2009 alle 16:07 sul giornale del 20 ottobre 2009 - 1987 letture

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