Lupus in fabula: nella provincia la caccia è iniziata già da un pezzo

caccia 2' di lettura 19/09/2009 - Domenica 20 parte ufficialmente la stagione venatoria 2009/2010, ma questa non è una notizia perché anche quest\'anno in Provincia di Pesaro e Urbino, per decisione della Giunta ora presieduta la Matteo Ricci, la caccia è iniziata già da un pezzo.

Quella al capriolo è partita addirittura il 15 agosto con colpi di carabina e sangue e panico tra gli increduli turisti; quella ai colombi e ai corvidi il 2 settembre, per una preapertura che sa tanto di regalo ingiustificato ai cacciatori. Da domenica si potranno uccidere tutte le altre specie cacciabili, tranne il cinghiale, per la cui mattanza basterà comunque aspettare meno di un mese. Le campagne e le montagne della \"Provincia Bella\" cambieranno volto e diventeranno teatro di questo divertimento che qualcuno ancora chiama sport. Invece è un massacro che in Italia conta circa 10 milioni di animali selvatici uccisi ogni anno, ma anche una media di 45 persone che perdono la vita nei tutt\'altro che rari incidenti di caccia.



Il trend di diminuzione del numero dei cacciatori non ha sosta, per fortuna, ma chissà perché la politica non raccoglie questi chiari segnali che parlano di una nuova sensibilità nell\'opinione pubblica. In verità è facile capire perchè i cacciatori in questa provincia e in Italia continuano ad avere così tanto ascolto e di riflesso leggi estremamente permissive e controlli praticamente assenti: la lobby venatoria è per i politici una lobby elettorale, e poi, anche a causa di questo, numerosi amministratori sono cacciatori e cercano quindi di garantire il perpetuarsi di certi privilegi, a partire da quello che permette ai cacciatori, e solo a loro, e solo in Italia nei paesi occidentali, di entrare nelle proprietà private senza poter essere allontanati dal proprietario, a meno che questi non abbia realizzato un fondo chiuso (cioé un recinto alto almeno un metro e venti).



Poi ci sono le deroghe alla legge nazionale e alle direttive europee, cioé l\'autorizzazione che le Regioni danno ad uccidere specie che non sarebbero cacciabili: questi piccoli regali ai cacciatori costano tanti soldi a tutti i cittadini italiani perchè le procedure d\'infrazioni dell\'UE sono innumerevoli. Poi ci sono le situazioni di forte atrito con l\'esercizio della caccia di cui soffrono le famiglie e le strutture ricettive che oggi rappresentano la nuova residenzialità rurale e montana: malgrado gli appelli che si sono mossi da Barchi, Cartoceto, Piobbico, Borgo Pace, Gradara e Mondolfo (dove sono state raccolte più di mille firme), la Provincia e il suo Presidente Ricci (che ha la delega su questa materia) non hanno dato ascolto a nessuno. Come non hanno dato ascolto alle associazioni che chiedono maggiori controlli, nuove Oasi di Protezione e una degna ritabellazione di tutte le aree a divieto di caccia, compresi i Demani e le zone percorse da incendi negli ultimi anni (dove vige il divieto di caccia per 10 anni).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-09-2009 alle 16:18 sul giornale del 19 settembre 2009 - 1348 letture

In questo articolo si parla di attualità, caccia, lupus in fabula





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