Pd: le Primarie una grande opportunità ma non ci sono le condizioni per farle

pd 4' di lettura 01/11/2008 - Sulle primarie del centro-sinistra per la presidenza della Provincia di Pesaro Urbino, ecco la posizione ufficiale della Segreteria provinciale del Pd (il testo è tratto dalla introduzione fatta dall’organizzatore provinciale del Pd Marco Marchetti alla Direzione provinciale di giovedì 30 ottobre).

Nel mese di luglio, quando proponemmo le primarie di coalizione per i vertici provinciali (Provincia, Pesaro e Urbino), avevamo tre obiettivi principali: definire la linea politica del Pd dopo le elezioni politiche, e la linea che abbiamo scelto è stata quella di voler confermare l’alleanza di centrosinistra con l’obiettivo di farla crescere al centro; dimostrare che allo sbandamento estivo del Pd nazionale non corrispondeva un disorientamento locale, e giocare d’anticipo rispetto ad un centrodestra in grande confusione; far emergere subito le candidature e verificarne il consenso, mettendo in conto che sarebbero potute emergere anche più candidature del Pd. La nostra proposta fu ben accolta, come segno di apertura, dalle forze alleate. Dopo un mese, stando alle firme raccolte, è risultato quasi unanime nel Pd il consenso per la riconferma dei sindaci Franco Corbucci e Luca Ceriscioli e per la candidatura di Matteo Ricci alla presidenza della Provincia (95% dei membri dell’assemblea provinciale e circa 2000 firme di elettori delle primarie).


Tramontata l’idea di primarie per scegliere il candidato (abbastanza scontata la vittoria del candidato del Pd), abbiamo ripetutamente incalzato gli alleati per fare comunque primarie di coalizione modello Prodi 2005, dove tutti, o quasi, i partiti mettono un proprio candidato facendo sì che le primarie diventino un modo per costruire la coalizione e, attraverso una grande occasione di partecipazione, avviare la campagna elettorale. Questo pressing è continuato per un mese e mezzo ma con esito negativo. Qualche giorno fa il partito-movimento Sinistra democratica ha rotto gli indugi e ha presentato una propria candidatura nella persona di Emanuela Giovannelli. A questo punto, abbiamo continuato a incalzare gli alleati che però sono intervenuti sui giornali dicendosi contrari alle primarie. Martedì scorso, in una riunione dei partiti, la proposta viene rilanciata ma, a parte Sd, tutte le forze politiche si sono espresse contrariamente alle primarie avanzando la proposta di perseguire un confronto programmatico da subito, al fine di definire gli accordi entro la fine di novembre. A questo si è aggiunta una condivisione del candidato del Pd Ricci. E anche Rifondazione, che più di altri ha posto condizioni programmatiche, ha dichiarato che vede Ricci come interlocutore per una nuova alleanza.


Socialisti e Idv hanno inoltre sollecitato il nostro impegno per la chiusura delle alleanze in tutte le Marche. Noi continuiamo a considerare le primarie una grande opportunità per tutti i partiti ma, arrivati a questo punto, possiamo fare primarie di coalizione senza coalizione? Possiamo rischiare che le primarie diventino un elemento di divisione e tensione nell’alleanza? Siamo sicuri di interpretare il senso vero delle primarie imbastendo una competizione dove l’unica incognita è vedere se il candidato del Pd prende l’85% o il 90%? A questi interrogativi, durante la Segreteria di mercoledì, abbiamo provato a rispondere e la conclusione alla quale siamo arrivati è che non ci sono le condizioni oggettive per svolgere primarie di coalizione. Tutto questo ci rammarica in special modo per il dibattito surreale che negli ultimi giorni si è aperto sulla stampa dove si è voluto fare apparire il Pd e il suo segretario come coloro che non volevano le primarie dopo averle sostenute ripetutamente. La verità è che gli alleati le ritengono ormai inutili anche per la condivisione che c’è dei candidati. Ringraziamo quindi Sd e Giovannelli per avere accolto il nostro invito e se nelle prossime settimane i partiti del centro-sinistra cambiassero idea saremo i primi a rilanciare primarie delle quali oggi non sussistono le condizioni.
Avvieremo quindi, parallelamente al lavoro dei Forum del Pd, un confronto programmatico con tutti i partiti alleati ed eventuali liste civiche al fine di costruire una alleanza di centro-sinistra organica nei quattro vertici (Fano, Pesaro, Urbino e Provincia) che ci permetta di continuare a migliorare la qualità della vita e lo sviluppo dei nostri territori. Ovviamente lo strumento delle primarie resta una opzione per i comuni sotto i 15.000 abitanti, per i quali dovremo definire nei prossimi giorni un regolamento più specifico.



   

da Partito Democratico




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 03 novembre 2008 - 993 letture

In questo articolo si parla di politica, partito democratico


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