Fonte Avellana: \'progettone\' per la montagna, appuntamento con lo sviluppo

Fonte Avellana 4' di lettura 01/11/2008 - Una proposta alle istituzioni delle Centrali cooperative e dei sindacati per promuovere lo sviluppo ecosostenibile e per stabilizzare l’occupazione di 300 operai, per creare nuovi posti di lavoro anche grazie al Piano forestale regionale, di cui si chiede l’immediata approvazione.

E’ arrivata l’ora dell’Appennino, un appuntamento per lo sviluppo della montagna, 256mila ettari delle Marche con il 76% della superficie in abbandono, e delle attività economiche e lavorative ad essa collegate che le Centrali cooperative, Agci, Confcooperative, Legacoop, Unci, e i sindacati regionali Cgil, Cisl, Uil non intendono mancare. Per promuovere la crescita dell’economia, sociale e turistica delle zone interne della regione e per diversificare le produzioni di aree oggi colpite dalla crisi, come quella fabrianese e dell’ascolano, cooperative, sindacati e il Consorzio Marche Verdi, che associa 27 coop forestali, con 300 occupati e un fatturato annuo di 10 milioni, dall’Eremo di Fonte Avellana (PU), lanciano il “progettone per la montagna”, una proposta che ha trovato il consenso del presidente della Giunta regionale, Gian Mario Spacca.



E’ un’idea mutuata dalla Provincia autonoma di Trento - ha spiegato Teodoro Bolognini per le Centrali cooperative -, che la lanciò ad inizio anni ’80 e che ha permesso di trasformare quei territori fra le più conosciute zone turistiche d’Italia e del mondo. E’ un progetto per la valorizzazione dell’ambiente e del prodotto turistico, una scommessa che vogliamo proporre alle istituzioni e a quanti hanno risorse economiche e umane per attuarlo. Proponiamo di studiare insieme le modalità più efficaci per portare questa esperienza nelle Marche, un’ azione che ha integrato tutela dell’ambiente e della montagna con lo sviluppo turistico e culturale con l’aumento di occupazione, perché produca benefici analoghi anche da noi. E per meglio applicare questo ‘progettone’ lanciamo anche l’idea di un gemellaggio con la Provincia trentina”.



La presenza dei sindacati nel “progettone” è una garanzia in più per tutti i lavoratori del settore. “Occorre tutelare e stabilizzare l’occupazione - ha detto Maurizio Di Cosmo per i sindacati - e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro diversificando il modello di sviluppo marchigiano con investimenti nella tutela dell’ ambiente e del paesaggio”. E da Fonte Avellana, luogo ideale dello sviluppo ecosostenibile nelle Marche, dove nel 1996 venne firmata l’ omonima Carta, documento strategico per la crescita della montagna, rappresentata simbolicamente dall’Orologio che segna il tempo degli obiettivi raggiunti in questo campo e di cui è stata consegnata una riproduzione al Governatore, parte anche la richiesta delle Centrali cooperative e dei sindacati per l’approvazione immediata del Piano forestale regionale, con 10,5 milioni di fondi, che, dopo il sì della Giunta, deve andare al voto dell’aula.



Abbiamo bisogno di questo atto, che non è solo uno strumento di programmazione del settore - ha detto Adriano Cardogna, presidente del Consorzio Marche Verdi -, ma uno strumento per la gestione integrata del territorio e dell’ambiente, finalizzato alla difesa del suolo, alla regimazione idraulica, al miglioramento delle foreste, per eliminare i rischi ambientali e che permetterà di stabilizzare l’occupazione delle 300 persone che lavorano nelle nostre cooperative forestali”.



Le cooperative sono oggi l’unica forma organizzata del lavoro forestale nelle Marche, che è una delle tre Regioni italiane, insieme ad Abruzzo e ad Emilia Romagna, a non avere un solo operaio forestale alle dipendenze di un Enti pubblico. Le cooperative forestali marchigiane sviluppano, inoltre, la metà del loro fatturato sul libero mercato. “Queste imprese - ha detto Gianluca Carrabs, assessore regionale alla Montagna - sono il comparto strategico per l’attuazione del Protocollo di Kyoto, che mantengono integro il territorio, sviluppano l’ecoturismo e quello rurale, aziende per le quali gli interventi di finanziamento del Governo regionale non sono assistenzialismo ma azioni strategiche per il territorio”.



Anche grazie al loro operato, ha voluto sottolineare dom Salvatore Frigerio, monaco benedettino camaldolese, “che si crea un rapporto equilibrato fra uomo e ambiente”. Giuseppe Blasi, direttore generale dello Sviluppo rurale del ministero Politiche agricole, ha spiegato che, “oltre alle risorse economiche del Programma quadro nazionale per il settore forestale e quelle comunitarie previste nel Piano di sviluppo rurale regionale, la Ue mette anche a disposizione il Fondo aree sottoutilizzate”. Dalla revisione della Politica agricola comune, inoltre, arriveranno 400 milioni in più per prevenire i cambiamenti climatici, per tutelare l’acqua e la biodiversità. Giulio Ciccalé, Servizio Agricoltura e Foreste Regione Marche, ha illustrato il Piano forestale regionale.


   

da Legacoop Marche






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 03 novembre 2008 - 1194 letture

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