Centrali cooperative e sindacati chiedono il Piano forestale regionale

monastero fonte avellana 2' di lettura 30/10/2008 - Le Centrali cooperative e i sindacati chiederanno di approvare subito il Piano forestale regionale che permetterà di stabilizzare il lavoro di 300 operai Le Marche sono l’unica regione a non avere dipendenti pubblici nel settore, la privatizzazione è cominciata negli anni ‘70.

E’ l’ora dell’Appennino! Per le Centrali cooperative delle Marche, Agci, Confcooperative, Legacoop, Unci, e per i sindacati regionali Cgil, Cisl, Uil è necessaria, e non più rinviabile, una programmazione finanziaria pluriennale per gli interventi di manutenzione, difesa e valorizzazione del territorio anche a sostegno delle politiche turistiche della regione per le aree rurali e montane e dell’occupazione in quelle zone. Per parlare del Piano forestale regionale, già approvato dalla Giunta regionale e in attesa del voto del Consiglio, come strumento per stabilizzare l’occupazione in montagna, si svolgerà un convegno, venerdì 31 ottobre, alle 9.30 nella Sala Bellenghi del Monastero di Fonte Avellana di Serra Sant’Abbondio, promosso dalle Centrali cooperative, dai sindacati insieme al Consorzio Marche Verdi e con il patrocinio della Regione Marche. Un confronto che si svolgerà nel luogo dove nacque il 19 maggio 1996, da un lungo e condiviso percorso, la “Carta di Fonte Avellana”, il documento strategico per lo sviluppo sostenibile della montagna.




All’ iniziativa parteciperanno il presidente della Giunta regionale, Gian Mario Spacca, insieme a rappresentanti del Governo regionale, degli Enti locali e parlamentari, al presidente del Consiglio regionale, Raffaele Bucciarelli, a Teodoro Bolognini per le Centrali cooperative, Salvatore Frigerio, monaco Benedettino camaldolese, Giulio Ciccalè del Servizio regionale Agricoltura e Foreste, Giuseppe Blasi, direttore generale dello Sviluppo rurale del ministero per le Politiche agricole. A Fonte Avellana si discuterà di come stabilizzare l’occupazione dei 300 operai forestali della regione, organizzati nelle cooperative forestali, nate alla fine degli anni ’70 dalla privatizzazione del settore, governata, tra gli altri, dalle Centrali cooperative e dal sindacato. Le cooperative sono oggi l’unica forma organizzata del lavoro forestale nelle Marche, che è una delle tre Regioni italiane, insieme ad Abruzzo e ad Emilia Romagna, a non avere un solo operaio forestale alle dipendenze di un Enti pubblico.



In Umbria, ad esempio, le Comunità Montane hanno 800 operai alle loro dipendenze e 1200 sono quelli attivi nelle Comunità Montane della Toscana. Le cooperative forestali delle Marche sviluppano, inoltre, la metà del loro fatturato sul libero mercato. Le cooperative e i sindacati chiederanno l’ immediata approvazione del Piano forestale regionale che, alla luce dell’Inventario forestale regionale, individua gli interventi da fare e il relativo fabbisogno finanziario, che ammonta a 10,5 milioni, con lo scopo di “attuare una gestione attiva sostenibile delle foreste e del comparto forestale per garantire la rinnovazione naturale e la tutela degli ecosistemi forestali, lo sviluppo socio-economico dello stesso comparto, per dare continuità e certezza occupazionale nel settore”. L’approvazione del Piano consentirà, alla Giunta regionale, di fare una scelta di bilancio per realizzare un suo strumento di programmazione. Attualmente le uniche risorse per gli interventi forestali sono quelle del Piano di sviluppo rurale, insufficienti ed episodiche.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 30 ottobre 2008 - 922 letture

In questo articolo si parla di attualità, legacoop, cooperative





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