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“In ritardo, non chiare, spesso contraddittorie”: il presidente degli industriali di Pesaro Urbino, Mauro Papalini, bolla così anche le disposizioni contenute nell’ultimo Dpcm, “presentato in televisione dal premier”.




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Stiamo tenendo accesa la speranza di non passare dalla recessione alla depressione. In questo momento stiamo lavorando per aiutare le imprese a sostenere il Paese. Non è facile, anche perché ogni giorno c’è un nuovo decreto da rispettare e spesso gli imprenditori, e i nostri stessi funzionari, sono costretti a rivedere le scelte definite il giorno prima.



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“Gli imprenditori pesaresi stanno rispondendo all’emergenza e alle ultime misure del governo con grande senso di responsabilità, ma anche con grande difficoltà, e perfettamente consapevoli di quanto sia importante rispettare le norme restrittive all’interno dei luoghi di lavoro che restano aperti, norme essenziali ma che comportano una riorganizzazione delle attività, richiedendo un immediato e costoso investimento con il rischio che siano anche meno produttive”. Così il presidente degli industriali di Pesaro Urbino, Mauro Papalini, ha commentato l’ultimo Dpcm che permette alle aziende di continuare a produrre.


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“Mi appello alla massima responsabilità, affinché a tutti i livelli si adottino rigorosamente le misure di sicurezza diffuse dal Ministero della Salute ad oggi per evitare alla nostra provincia di rientrare tra quelle con maggiori restrizioni, con il trasferimento nella ‘zona rossa’, situazione che comporterebbe il blocco totale delle attività e il completo isolamento con l’altissimo rischio della non riapertura di molte aziende e relativo indotto”. Lo ha detto il presidente degli industriali pesaresi, Mauro Papalini, commentando il rapido diffondersi dell’epidemia Coronavirus nella nostra provincia.


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Nuovi bandi in arrivo per incentivare la mobilità elettrica. La Regione in questi giorni ha stanziato circa 2milioni e 200mila euro per finanziare ulteriori contributi rivolti alle amministrazioni locali, per sostituire i veicoli inquinanti con auto eco-sostenibili, e ai privati, per rafforzare la rete di infrastrutture di ricarica.