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La Confcommercio Pesaro e Urbino / Marche Nord augura buon lavoro alla nuova Giunta della Regione Marche guidata da Francesco Acquaroli. Una Giunta composta da persone capaci che si troverà a dover affrontare la complessità della crisi marchigiana.


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Diversi Comuni hanno deciso di ridurre la TARI per le attività economiche con percentuali dal 25 al 35% per le imprese che hanno subito il lockdown e diminuito pesantemente i ricavi.


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Organizzato da Confcommercio Pesaro e Urbino / Marche Nord con il supporto operativo di Riviera Incoming T.O. nell’ambito del progetto “ Itinerario della Bellezza “ si terrà nei giorni 25-26 e 27 settembre un educational tour a cui prenderanno parte 19 Agenzie di viaggio italiane.


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Nei giorni scorsi la Confcommercio Pesaro e Urbino/Marche Nord ha incontrato diversi candidati alle elezioni del Consiglio Regionale delle Marche dei prossimi 20/21 settembre. Negli incontri con il candidato Mangialardi e con i candidati del Movimento 5 Stelle, del Centro destra abbiamo esposto le richieste del mondo del commercio e del turismo per la prossima Consigliatura Regionale.


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“La crisi epidemiologica da Covid -19 ha colpito duro il mondo delle imprese e particolarmente quelle del turismo, della ristorazione e del commercio. Per la lunga fase del lockdown, per gli investimenti realizzati e per la difficile ripartenza dovuta alla paura diffusa (non nelle fasce giovanili) ed alle limitazioni dei flussi turistici.


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Era stata annunciata da tempo (addirittura già a fine 2019) e sembrava imminente l’uscita di un bando regionale a favore degli stabilimenti balneari per il ristoro dei danni subiti nell’anno 2019 dagli stabilimenti a causa delle avverse condizioni meteo.


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“All’inizio del mese di maggio avevo sollecitato la Giunta Regionale delle Marche ed alcuni Consiglieri regionali eletti nella nostra Provincia a reperire le risorse per sostenere gli investimenti realizzati dai titolari delle strutture ricettive e che erano presenti nella graduatoria regionale.



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Si fa un gran parlare di stagione turistica , di spiagge aperte , di promozione ma….. è tutto inutile fino a quando non sarà fissata la data certa di inizio della stagione. E cioè quando saranno consentiti i viaggi in Italia per turismo, quando sarà possibile l’arrivo di turisti dall’estero.


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La ristorazione è in rivolta per le lungaggini della politica e la poca lungimiranza dei politici che, pure a stipendio pieno, non hanno messo un euro per aiutare il settore più danneggiato che è quello del turismo e della ristorazione.


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All’inizio dell’emergenza coronavirus il turismo – con tutte le sue sfaccettature ( Ristoranti, Tour operator , Pubblici esercizi ) – era considerato dalla politica come uno dei settori più problematici. Poi il turismo è sparito dai radar della politica e dal dibattito dei politici e dei governanti.


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La politica ed i governanti nazionali e regionali ancora si ostinano a mettere sullo stesso piano – di difficoltà e crisi – tutte le attività economiche. Anzi nelle scelte di natura economica e sulle ipotesi di ripartenza alcuni settori risultano, come al solito, inspiegabilmente privilegiati.


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Contributi regione Marche? Ma di che parliamo? Grande enfasi è stata data ieri sui giornali e sui social alla notizia che la Regione Marche nel consiglio fiume di giovedì scorso avrebbe messo a disposizione milioni di euro per le imprese.


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Le aziende che in queste settimane sono chiuse a seguito delle disposizioni emanate per contenere l’espansione del Covid-19 e che vivono nel terrore di una ripartenza che si allontana giorno dopo giorno, preoccupate perché da tanto tempo chiuse senza possibilità di generare quella “cassa” quotidiana che rappresenta la loro sopravvivenza, le imprese che non potranno ripartire normalmente nemmeno quando sarà finita l’emergenza epidemiologica (perché il turismo, i viaggi ed i consumi conseguenti non ripartiranno subito) hanno un altro grande nemico: la burocrazia e l'inefficienza della macchina pubblica.


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"In questa difficilissima congiuntura economica determinata dall’emergenza Covid-19, con la stragrande maggioranza delle imprese chiuse per impedire l’espandersi dell’epidemia e per la necessaria salvaguardia della salute dei lavoratori (autonomi o dipendenti che siano), le misure sino ad oggi predisposte dal Governo, per aiutare le imprese a sopravvivere, sono del tutto insufficienti e non in grado di garantire quella liquidità – immediata ed urgente – in grado di fare sopravvivere le imprese.


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Le misure di aiuto previste dal Governo sono colpevolmente insufficienti. Non contengono vere misure di aiuto alle partite IVA e alle imprese salvo l’estensione della cassa integrazione per i dipendenti. Misura importante ma che non è sufficiente a garantire la sopravvivenza delle imprese.


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Sono sempre di più i negozi, i ristoranti ed i pubblici esercizi che, come ha già fatto qualche albergo, stanno prendendo la decisione di chiudere l’attività per almeno 15 giorni. A Pesaro come a Fano e in tutta la Provincia.


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Ieri parlavo di schizofrenia comunicativa, riferendomi alle continue comunicazioni del Presidente Ceriscioli in merito all'emergenza Coronavirus. L'ultimo decreto di ieri mattina prevedeva la chiusura ad esempio dei musei in tutto il territorio regionale.


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Con un chiarimento della Regione Marche firmato dai Dirigenti dei Servizi Sanità , Politiche sociali e Protezione Civile si stabilisce che “ I soggetti gestori dei musei e degli altri Istituti e luoghi della cultura e delle biblioteche possono prevedere gli ingressi tramite accessi contingentati e programmati ( massimo 10 persone ) al fine di evitare affollamenti “.


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È necessario fermare questa schizofrenia comunicativa della Regione Marche e del Presidente Ceriscioli. Da una parte ogni giorno viene pubblicato una sorta di bollettino di guerra dove vengono elencati i morti, i feriti e quelli che hanno la febbre, una assurdità che solo nella Regione Marche stiamo facendo tanto per incrementare ancora più il panico, la paura, l’allarmismo tra i cittadini e consumatori.