dot In vendita in città i manufatti realizzati in laboratorio dai detenuti

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Anche la Casa Circondariale di Pesaro partecipa attivamente a Pesarottama: nel punto di via Castelfidardo verranno messi in vendita prodotti e manufatti realizzati con materiale di scarto dalle detenute, all’interno del laboratorio posto all’interno della struttura di Villa Fastiggi.

Di questa iniziativa ne parliamo con la direttrice dell’ente carcerario, Claudia Clementi.

Perché l’idea di partecipare a PesaRottama?

“La partecipazione alla manifestazione si colloca nell’ambito di un discorso globale di sensibilizzazione alle specifiche tematiche. Questa Direzione, infatti, ha da tempo siglato una convenzione con Marche Multiservizi per un programma di raccolta differenziata che interessa le varie articolazioni della struttura. Inoltre, già da alcuni anni le detenute della sezione femminile partecipano al “Laboratorio del Riù”, che produce oggetti vari (suppellettili di arredo, cartoleria, giochi didattici per bambini) realizzati con materiali di riciclo”.

Che significato ha per la vita del carcere l’attività manuale degli detenuti, da quanto tempo si svolge e con quali risultati?

“La valenza educativa ed i positivi effetti delle attività manuali sulle persone, a tutte le età, compresa quella adulta, sono ben noti. Tali effetti sono ancor più importanti in un contesto quale quello detentivo, in cui la limitazione della libertà in molte delle sue manifestazioni condiziona fortemente la possibilità di espressione e di realizzazione dell’individuo. Per questo motivo nella Casa Circondariale di Pesaro – così come in tutti gli istituti penitenziari – vengono organizzate varie attività che prevedono una forte componente di manualità”.

Quali attività in particolare?

“In questa sede sono attivi da vari anni un laboratorio di falegnameria con relativa produzione di oggetti di arredo e di suppellettili, attività artigianali ed hobbistiche di vario tipo, laboratori di arteterapia, percorsi artigianali-artistici. Le varie attività sono realizzate in collaborazione con diverse realtà esterne (istituzioni locali, istituti scolastici e professionali, realtà produttive, espressioni del volontariato e del terzo settore), nel solco dell’ottica partecipativa che ha sempre caratterizzato questo Istituto”.

Qual è l’approccio dei detenuti con la cultura del riciclo?

“L’arte del riciclo sembra appartenere a quella che viene definita cultura carceraria. Anzi, volendo scherzare, si può dire che il carcere è l’ambiente naturale del riciclo! La scarsità dei mezzi e delle risorse a disposizione della maggior parte delle persone ristrette, nonché le norme restrittive relative agli oggetti di cui è consentito il possesso, costringono ad apprendere l’arte dell’arrangiarsi; in alcuni casi si sviluppa una sapiente manualità creativa in base alla quale, con materiali di avanzo o di risulta, vengono creati oggetti di uso più o meno comune: piccoli ventilatori, marchingegni di cottura che riproducono le caratteristiche di un forno, auricolari, attrezzi per l’esecuzione di tatuaggi ed altro”.

Quali manufatti verranno messi in vendita?

“I manufatti che verranno realizzati sono quelli provenienti dal laboratorio di falegnameria e del Riù. Questi oggetti, peraltro, sono già esposti ed in vendita presso il negozio ‘Il gatto e la volpe’, sito nel locale messo a disposizione dal comune di Pesaro in via Castelfidardo e gestito dall’associazione di volontariato ‘Osservatorio permanente sulle carceri’”.

da PesaRottama
www.pesarottama.com

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