L'assessore D'Amato: presto al via, allo Spallanzani, la sperimentazione dei test per distinguere tra influenza stagionale e Covid-19

3' di lettura 20/10/2020 - "Presto l'Istituto Spallanzani sperimenterà i test naso-faringei in grado di distinguere tra influenza stagionale (sia di tipo A che di tipo B) e Covid-19". Così ha annunciato, all’ ANSA, l'assessore regionale alla Sanità del Lazio Alessio D'Amato. "Uno strumento – ha aggiunto - che se validato sarà preziosissimo questo inverno".

Nonostante le lunghe code ai drive-in per i tamponi, e le polemiche con i privati tagliati fuori dalla possibilità di sviluppare in autonomia i tamponi molecolari, D’Amato – riferisce poi la testata specialistica di medicina “NurseTimes” - rivendica il primato del Lazio sullo screening: “Siamo la Regione con il maggior numero di casi testati per abitanti. E’ necessario che i medici di medicina generale visitino a domicilio i pazienti in sicurezza” (su questo, però, osserviamo, non si sono ancora pronunciati ufficialmente nè la FIMMG, Federazione Italiana Medici di Medicina Generale,né I’Ordine dei Medici di Roma e Provincia).

Quest’anno - precisano le autorità sanitarie - la protezione contro l’influenza stagionale è consigliata ai bambini dai sei mesi ai sei anni e agli over 60: una larga fetta di popolazione in più rispetto alle scorse stagioni. Si prevede che saranno colpiti dai 6 agli 8 milioni di italiani; a rischio, in particolare, gli anziani. Consola, però, l’identikit dell’epidemia stagionale: non dovrebbe presentare un carattere aggressivo, nulla di paragonabile alle pericolose “asiatiche”, “spaziali”, “cinesi” dei decenni scorsi. Il virus, l’A­H3N2, si è già diffuso in Australia e le informazioni dei sanitari sono molto rassicuranti: si tratta di un ceppo già circolato nel nostro Paese negli anni scorsi (se non erriamo, soprattutto intorno al 2008). Condizione che permette di escludere dal contagio una larga fetta di popolazione adulta che avrebbe già sviluppato gli anticorpi.

Il vaccino stesso, allora, spiega Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale, “ci permette di fare una diagnosi differenziale, ed è per questo che è opportuno vaccinarsi in vista della diffusione del virus influenzale nei prossimi mesi. Quest’anno più che mai è importante azzerare i sintomi dell’infezione stagionale, che potrebbe occultare il vero quadro della condizione del paziente”.

Proprio questa sorta di confusione dei sintomi sta mettendo in allarme sia medici che pazienti. “Va ricordato – sottolinea Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano ­- che tre sono i sintomi propri dell’infezione stagionale. La febbre insorge repentina a 38,5, e ci sono almeno un sintomo sistemico, come dolori muscolari e articolari, e un sintomo respiratorio. Parliamo di tosse, naso chiuso, mal di gola. Il Covid—19, invece, si presenta con temperatura, dolore al petto, difficoltà a respirare, perdita dell’olfatto e del gusto”.

Lo Spallanzani avvierà la sperimentazione dei nuovi test quando, secondo le previsioni, il picco influenzale crescerà ulteriormente, in parallelo con il contagio da coronavirus: rischiando di mandare in tilt l’intero sistema. L'assessore D’Amato, allora, ha anche detto di aver potenziato la rete ospedaliera con altri 700 posti. E non ha nascosto una preoccupazione crescente: “Se non si piega la curva dei contagi Covid nelle prossime due settimane, la situazione sarà critica”.


di Fabrizio Federici
redazione@vivereroma.org





Questo è un articolo pubblicato il 20-10-2020 alle 12:59 sul giornale del 21 ottobre 2020 - 245 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Fabrizio Federici

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