Monica Scaramucci (PD): "Indirizzare gli investimenti per il rilancio delle aree interne, della sanità, dei servizi, del lavoro"

5' di lettura 14/09/2020 - In vista delle prossime elezioni che si terranno il 20 e 21 settembre abbiamo incontrato la candidata al Consiglio Regionale del Partito Democratico, Monica Scaramucci, per rivolgerle alcune domande.

Cosa l’ha spinta a candidarsi?

La mia non è stata un’auto candidatura ma è derivata dalla richiesta di tanti circoli del PD in particolare del Montefeltro e di Urbino ma in generale in quasi tutto il territorio con cui ormai da diversi anni ho lavorato e ho stabilito un rapporto costante con l’obbiettivo di costruire un racconto credibile di un futuro possibile per le aree interne, fatto di nuovi lavori, nuovi servizi, di una sanità con al centro la persona e di un’attenzione forte al paesaggio e ai beni culturali.

Sono onorata della fiducia che hanno riposto in me e sento forte il peso della responsabilità di corrispondere alle loro aspettative.

Come vede questa Campagna Elettorale?

Quella che sto facendo è una bellissima esperienza. Ho potuto concretizzare quella campagna di ascolto che avrei voluto fare da segretaria provinciale del PD. Si sono riattivati i circoli che producono iniziative, stabiliscono contatti con le persone. Certo è una campagna elettorale difficile per la stagione che non è la migliore per organizzare gli incontri, per le difficoltà legate al Covid e per le modalità nuove introdotte dall’uso delle tecnologie informatiche, fra tutte Facebook.

I tanti candidati alla Presidenza della Regione possono compromettere la vittoria finale del Centro-Sinistra?

Non credo. Spira, purtroppo un’aria di destra che dall’America, all’Inghilterra ai diversi Paesi europei è arrivata anche da noi. È l’aria del populismo, che parla alla pancia delle persone che non le fa riflettere su quanto sta accadendo nel mondo. Purtroppo viviamo il tempo dell’inquietudine e dell’incertezza e in questo frangente la destra ha sempre avuto la meglio. In questa situazione di smarrimento noi, invece, abbiamo il dovere di pronunciare parole di speranza, di disponibilità al cambiamento e a costruire un futuro nel dialogo e nella collaborazione senza lasciare indietro nessuno anzi eliminando le disparità e le disuguaglianze che la globalizzazione ha creato.

Che aspettative ha per il territorio?

Nelle Marche, grazie all’azione del governo arriveranno finanziamenti ingenti che dovranno essere utilizzati per progetti strategici e non dispersi in mille rivoli. Si tratta di indirizzare gli investimenti per il rilancio delle aree interne, della sanità, dei servizi, del lavoro. Per noi sarà una grande occasione per realizzare la medicina territoriale, l’assistenza domiciliare, un piano per il lavoro che consenta ai giovani di rimanere nella loro terra, per un’agricoltura di qualità, basata sulla green economy, per la diffusione della banda larga, per un grande progetto di riconversione ecologica e il dissesto del territorio.

Quali sono i progetti futuri?

Credo che nel nostro territorio permeato di bellezza e di storia, dove la qualità è l’elemento dominante e unificante in tutti gli aspetti della vita, la cultura debba essere il punto centrale su cui investire. Penso a valorizzare gli artisti a farli conoscere, a costruire una rete, in stretto collegamento con l’Accademia di Belle Arti, la Scuola del Libro, l’Isia e l’Università. Istituzioni prestigiose che costituiscono la ricchezza e un’eccellenza del nostro territorio.

Qual è il punto di forza della coalizione?

Essere riusciti a unire tutte le forze politiche e le esperienze progressiste e democratiche intorno alla figura di un candidato, Maurizio Mangialardi, capace di fare sintesi che ha l’esperienza e le capacità amministrative in grado di realizzare un progetto di cambiamento. Una condivisione forte per impedire che si affermi la destra che anche da noi come a livello nazionale si presenta come populista, demagoga e inconcludente.

Di che cosa ha bisogno la Regione per crescere?

Di una grande coesione fra tutte le forze politiche, economiche, sociali, sindacali, del volontariato ecc. perché dalle situazioni di crisi e di difficoltà si può uscire solo se si lavora tutti insieme e con un obbiettivo comune.

In caso venisse eletta, quale sarà la priorità per la Regione?

Ho già detto dei progetti che vorrei portare avanti, qui voglio sottolineare altri miei due punti prioritari: la creazione di politiche di pari opportunità fra uomini e donne, il superamento della disparità retributiva, le politiche di conciliazione fra i tempi di vita e di lavoro, e contro la violenza di genere. Un lavoro specifico sulla scuola per incentivare progetti di orientamento e alternanza scuola lavoro, investire nella formazione per i docenti e sostegno alle famiglie che si trovano in situazioni di disagio sociale ed economico con l’obiettivo che nessuno sia mai lasciato indietro.

Perché i lettori dovrebbero votare lei e la sua lista?

Perché la lista è formata da persone competenti e qualificate, amministratori che hanno già dimostrato di saper governare, uniti da un comune obbiettivo: l’impegno di far uscire le Marche dalla crisi, perché ci mettiamo al servizio dei cittadini e delle cittadine per rappresentarli mantenendo un rapporto continuo e costante con tutte le persone.

Cosa si aspetta da queste elezioni?

Che vinca il centro-sinistra, si apra una fase nuova, si realizzi quel progetto di cambiamento, di cambio di mentalità e di cultura necessari per creare una società inclusiva, che superi le disuguaglianze e offra pari opportunità a tutti e tutte.






Questa è un'intervista pubblicata il 14-09-2020 alle 09:33 sul giornale del 15 settembre 2020 - 236 letture

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