Detenuto tenta il suicidio in carcere, poi aggredisce i poliziotti

carcere Pesaro 4' di lettura 14/09/2020 - Ha prima tentato il suicidio e poi ha aggredito i poliziotti penitenziari. E’ accaduto nelle ultime ore nel carcere di Pesaro e la denuncia è del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

Ricostruisce l’accaduto Nicandro Silvestri, segretario regionale per le Marche del SAPPE: “Cosa deve ancora succedere presso Istituto Penitenziario Pesarese affinchè l’amministrazione Penitenziaria attraverso le proprie articolazioni PRAP (Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria) e DAP ( Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), intervenga e metta fine all’agonia lavorativa a cui sono sottoposti il personale di Polizia Penitenziaria e gli operatori Sanitari che operano nell’Istituto Pesarese. Questa è la domanda che il Sappe pone ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria. A soli pochi giorni dalla vile aggressione di ben otto poliziotti operata da un detenuto per futili motivi, Il personale di polizia penitenziaria e il personale sanitario che operano presso il carcere pesarese continua ad essere costantemente minacciato, aggredito verbalmente e fisicamente da detenuti che ritengono che tutto gli sia dovuto e di non sottostare alle regole penitenziarie , pretendendo farmaci senza prescrizione sanitaria e a proprio piacimento.

Nella notte di venerdì 10 settembre e sabato 11 settembre si è reso necessario ricorrere all’intervento del 118 per soccorrere un detenuto che aveva cercato di impiccarsi il quale come ringraziamento per l’assistenza ricevuta, nel pomeriggio di sabato 11 settembre ha pensato bene di aggredire, minacciare , alla presenza della guardia medica , il personale di polizia penitenziaria intervenuto e l’infermiera dell’istituto rea di non aver concessa terapia medica al detenuto, per assenza di prescrizione medica e di necessità terapeutica . Altro detenuto precedentemente aveva cercato di dare uno schiaffo all’ infermiera, senza riuscirci per il pronto intervento del personale presente, reclamando la consegna di terapia medica non prescritta o necessaria”.

Dice inoltre Silvestri “per quanto riguarda la Polizia Penitenziaria abbiamo notiziato costantemente l’Amministrazione Penitenziaria Regionale e Nazionale sulle gravi carenze strutturali, organizzative e di gestione dell’istituto Pesarese. Il personale di Polizia Penitenziaria è costretto da mesi ad operare sotto organico per l’assenza ormai cronica di oltre il 15% del personale. Personale assente principalmente perché oggetto di aggressioni, stress lavorativo ,problematiche sanitarie ecc A dette assenze si aggiunge, a parere del Sappe la fallimentare gestione dell’Istituto da parte del Direttore dell’istituto pesarese che ha creato disaffezione, insicurezza tra il personale di polizia penitenziaria, motivi per i quali la Segreteria Provinciale del Sappe ha indetto lo stato di agitazione e interrotto i rapporti sindacali con l’autorità Pesarese. Personalmente come Segretario Regionale, sono intervenuto attivando la Commissione Arbitrale Regionale, contestando alla Direzione Pesarese , l’arbitraria movimentazione di personale e l’assenza di definizione di una organizzazione del lavoro che permetta al personale di polizia penitenziaria pesarese di operare in sicurezza e con il riconoscimento dei propri diritti.

Ad oggi nonostante la deliberazione all’unanimità della commissione sulla violazione da parte della Direzione Pesarese , nessun intervento riparatrice è stato posto in essere. Eppure, fino a quattro anni fa, prima della nomina dell’autorità dirigente pesarese, l’istituto è stato gestito per anni da dirigenti in missione per solo due volte alla settimana, e con circa il 20% di personale in meno, risultando quasi sempre per professionalità, competenze degli operatori penitenziari e del personale di polizia penitenziaria un istituto d’eccellenza, cosa che per fortuna ancora oggi avviene per altro istituto della provincia di Pesaro e Urbino la cr di Fossombrone che pur gestito da un dirigente in missione per solo due giorni a settimana e con una grave carenza di personale , continua a essere una realtà altamente positiva”.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, rivolge “solidarietà e vicinanza al Personale di Polizia Penitenziaria di Pesaro, che ancora una volta ha risolto in maniera professionale ed impeccabile un grave evento critico” e giudica la condotta del detenuto che ha provocato l’aggressione “irresponsabile e gravissima”.

“Anche il grave episodio accaduto” conclude il leader del Sappe “conferma la costante tensione detentiva che continua a caratterizzare le nostre carceri. Ai disagi ed allo stress operativo per il Personale di Polizia Penitenziaria come conseguenza di costanti e continui eventi critici, le carceri sembrano essere moderni lazzaretti, nei quali almeno una patologia sanitaria è presente nel 60-80% dei detenuti. Ciò vuol dire che almeno due detenuti su tre sono malati. Tra le malattie più frequenti quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti: a seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%). Spesso, è solo la Polizia Penitenziaria, con le sue donne ed i suoi uomini in prima linea 24 ore al giorno, a confrontarsi con questi disagi e con le conseguenze che questi producono. Come dimostra quel che è avvenuto a Pesaro”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2020 alle 14:56 sul giornale del 15 settembre 2020 - 3340 letture

In questo articolo si parla di cronaca, pesaro, comunicato stampa

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