Campionati Italiani Assoluti di Atletica Paralimpica, Anna Maria Mencoboni torna in pista dopo sette mesi

Anna Maria Mencoboni 5' di lettura 14/09/2020 - Si sono appena conclusi a Jesolo i Campionati Italiani Assoluti di Atletica Paralimpica (11-13 settembre) in un’atmosfera di gioia e di attesa difficili da tenere a freno in un anno come questo.

"Non mi piace aggirare i problemi e gli ostacoli, ne cercare alibi. Sono stati mesi difficili, complicati in cui ho sofferto maggiormente la mia disabilita’ soprattutto durante il lock down. Era diventata ingombrante e tendeva a riacquistare un ruolo cenhtrale nelle mie giornate e non potevo consertirglielo, non piu’. Grazie al mio straordinario coach Manlio Molinari sono riuscita ad allenarmi in casa utilizzando anche gli spazi comuni del condominio e la rampa del garage. Dalle due alle tre ore al giorno e la vita tornava a pulsare, commenta Anna Maria Mencoboni.

"Tralascio le enormi difficolta’ e barriere intellettive che ho incontrato nella ripresa a causa delle contraddfizioni normative tra decreti e regolamenti attuativi, anche all’interno di uno stesso documento. Gli atleti paralimpici sono stati anche tagliati fuori dalle diverse competizioni che invece stavano crescendo numerosi sul territorio per atleti cosiddetti normodotati. Soprattutto mi e’ mancata la mia guida, Tommaso Psqualin poiche’ pur studiando a Urbino, vive a Padova. Non richiede tante parole far comprendere quanto sia fondamentale ritrovare la simbiosi nel gesto atletico, la sincronia nei movimenti e ancor piu nell’uscita dai blocchi.

Mi e’ mancata la continuita’ dei nostri allenamenti che per un’atleta non vedente sono sinonimo di sicurezza e fiducia perche’ io mi devo lasciare completamente andare per fare una buona gara. Tommaso e’ stato encomiabile perche’ seppure non tenuto ne’ meno che mai obbligato, mi ha raggiunto qualche giorno in pista a Pesaro per poterci in qualche modo “ritrovare”. Io non do’ mai nulla per scontato e menoche mai le persone. Tutto cio’ che mi viene donato lo afferro, me lo tengo stesso e ringrazio soprattutto quando sono dimostrazioni di affetto, disponibilita’ e lealta’. Anche il mio allenatore di frequente mi ha raggiunto da San Marino per aiutarmi in pista ed in pedana. Soprattutto ritornare a saltare dopo tanti mesi confesso che e’ stato devastante.

Non nascondo la mia paura perche’ non sono un supereroe ma un essere umano con le sue fragilita’ e timori che a mio avviso ci fanno sentire che siamo vivi ed in grado di provare sensazioni - prosegue Anna Maria - Avevo di nuovo paura in pedana. Non riuscivo nemmeno a fare una rincorsa decente, il lock down sembrava avere cancellato tuutta la tecnica duramente acquisita. Blocco totale. Un giorno mi sono ritrovata quasi in lacrime sdraiata nella pedana a guardare il cielo chiedendogli che scherzo fosse questo perche’ mi sembrava di non riuscire piu’ a ritrovare quei gesti che mi erano costati tanto sacrificio soprattutto alla mia eta’.

La risposta l’ho trovata dentro di me perche’ sono una combattente nata come dice mia madre. Mi sono rialzata e mi sono detta che dovevo ricominciare da pochi appoggi, con calma anche se di tempo non ne avevo. In un attimo si erano infranti al suolo tutti i propositi che mi ero fatta insieme al mio allenatore di salto in lugo, Eraldo Maccapani: c’era ancora tanto da fare, da cambiare e cosi’ ho deciso di rimettermi in gioco. Non mi accorgevo piu’ neanche della calura e giorno dopo giorno ho cambiato la rincorsa e altre piccole cose senza pero’ avere il tempo di perfezionare tutte le fasi del salto.

Abbiamo deciso comunque di fare questa gara ai Campionati pur in uno stato ancora ibrido, Mi sono aggiudicata una medaglia di bronzo con una misura di mt 3,80 che non mi soddisfa perche’ sono sempre molto critica. Potevo fare meglio. Un altro bronzo e’ arrivato nei 100 mt con un tempo di 15,69 vemto – 1,8 e un argento nei 200 mt con un tempo di 32,98 vento – 2,8. Nei 200 soprattutto ci sono state delle imperfezioni su cui dobbiamo lavorare io e Tommaso insieme perche’ a correre siamo in due e non e’ facile soprattutto non avendo la possibilita’ di allenarsi insieme. Inoltre si aggiunga che a noi atleti paralimpici soprattutto non vedenti, e’ stata preclusa la possibilita’ di partecipare a Meeting o TAC organizzati in gran numero nei mesi estivi in ogni regione.

Sette mesi senza gareggiare prima di un impegno importante come i Campionati Italiani Assoluti io personalmente li ho pagati in termini di ansia della prima volta, il respiro corto e le gambe tremanti. Ma sono imperfetta e ne vado fiera perche’ rimango sempre io, senza filtri con la VITA addosso e la voglia di riprendermela tutta senza riserve. Ho accantonato i dolori e le criticita’ di una situazione fisica complicata.

Credo che questi campionati li abbiamo sentiti e resi piu’ vivi per la necessita’ erompente di gridare che siamo ancora quia riprenderci per mano per tornare ad essere liberi da limiti e vincoli laddove riusciamo appieno ad esprimere cio’ sentiamo, viviamo e abbiamo fatto. Lo Sport inteso in senso puro e’, la realizzazione dell’individuo come atleta ed al contempo essere umano innalzandone la dignita’. La passione e l’amore per cio’ che si e’ e si fa sono il motore della VITA sempre. Non si puo’ non amarla" conclude l'atleta paralimpica.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2020 alle 10:45 sul giornale del 15 settembre 2020 - 468 letture

In questo articolo si parla di sport, pesaro, comunicato stampa

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