Pesaro: Giardini Craxi, Sindacati di polizia: "Non si intitolano strade a condannati"

4' di lettura 01/08/2020 - I tentativi, riusciti o meno, di dedicare una strada, una piazza o un parco a Craxi hanno sempre suscitato un aspro dibattito, sia fra i politici sia tra i comuni cittadini.

Come riferisce un noto quotidiano nazionale, “per la prima volta negli ultimi 20 anni, un importante sindaco del PD, Matteo Ricci di Pesaro, promuove l’intitolazione a Bettino Craxi di un importante spazio pubblico: i giardini, nel centrale Piazzale Matteotti.”

Leggiamo sul sito della Prefettura di Pesaro e Urbino: il Prefetto autorizza l’attribuzione della denominazione a nuove strade e la variazione del nome di quelle esistenti, nonché l’apposizione di targhe e monumenti commemorativi. Altri Prefetti, in passato, hanno negato tale autorizzazione ad altre amministrazioni comunali. Tale autorizzazione era indispensabile anche per intitolare a Bettino Craxi questo importante spazio nel centro della nostra città? C’è stata un’istruttoria? Il Prefetto ha dato parere favorevole? Se così fosse, lo riterremmo un fatto molto grave. Conosciamo la storia di Craxi, sotto molti aspetti è stato un grande statista. Anzi, nel periodo in cui ha diretto il Paese vi sono state molte assunzioni tra le Forze di Polizia. Altresì, un sindacato di Polizia ha il dovere di difendere i valori della legalità, della giustizia e della sicurezza.

Il Sindaco Ricci, la giunta comunale (che, in gran segreto, lo scorso 30 giugno ne ha approvato la delibera all’unanimità) e il Prefetto di Pesaro non si ricordano o vogliono a tutti i costi dimenticare che Bettino Craxi è stato condannato anche in vita a più di 10 anni di carcere per corruzione e finanziamento illecito ai partiti.

Una condanna a cinque anni e sei mesi per corruzione nel processo ENI-SAI, quattro anni e sei mesi per finanziamento illecito per le tangenti della Metropolitana Milanese. Dieci anni precisi di condanne, che Craxi non ha mai scontato, diventando latitante e sfuggendo alla giustizia italiana rifugiandosi ad Hammamet, in Tunisia. Una figura quindi ambigua e controversa e, soprattutto, con la fedina penale macchiata di peccati capitali, almeno per un politico. Come si valuta se dedicare o no una via a un personaggio? Il nostro parere e quello della maggioranza dei cittadini, è che intestare una strada a una persona sia una sorta di attestato di merito, una certificazione che quell’uomo o quella donna possono svolgere da modello positivo per le generazioni che verranno.

Il 22 gennaio del 2017, su Famiglia Cristiana, proprio in merito all’ipotesi di una via per Craxi, Elisa Chiari scriveva: “Un conto, infatti, è il giudizio sull’operato politico di una persona, sul quale ognuno è libero di pensare ciò che crede. Tutt’altro conto è dedicare una strada o un luogo pubblico: quello è un onore extra che le istituzioni fanno a qualcuno che ritengono meritevole. E qui sta il nodo: possono le istituzioni onorare qualcuno che delle istituzioni medesime ha rifiutato le regole?

Le vie, le piazze e i luoghi pubblici devono essere intitolate a persone che sono un punto di riferimento, soprattutto per le nuove generazioni. Persone che costituiscano un esempio da imitare. Craxi, scegliendo fuga e latitanza, ha violato e tradito le leggi dello Stato democratico che aveva rappresentato ai massimi livelli.

Come affermato da alcuni giuristi, lo Stato conferisce l’onore della intitolazione di una strada o una piazza a qualcuno che lo abbia altrettanto onorato, cosa che in questo caso non è certamente accaduta. Il “sì” all’intitolazione manderebbe in crisi la credibilità della Repubblica, colta in flagrante mentre premia chi, fuggendo, non ha voluto rispettare regole dettate dalla Costituzione su cui ha giurato’ C’era proprio bisogno di assurgere al palcoscenico mediatico nazionale intitolando uno spazio pubblico nel centro della nostra città proprio a Bettino Craxi? Altresì, quanti altri cittadini italiani meriterebbero davvero questo onore, donne e uomini che hanno dato addirittura la loro vita per difendere il nostro Paese e i valori che rappresenta?

Di questa scelta, Signor Sindaco, Sig. Prefetto e componenti della Giunta comunale, dovrete risponderne non solo a tutta la cittadinanza pesarese e all’opinione pubblica nazionale, ma innanzitutto alle vostre coscienze.

IL SEGRETARIO PROVINCIALE IL SEGRETARIO PROVINCIALE
SIULP PESARO- URBINO SILP CGIL PESARO – URBINO
Marco LANZI Pierpaolo FREGA






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-08-2020 alle 09:40 sul giornale del 02 agosto 2020 - 256 letture

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