Spaccio di eroina al campus scolastico, arrestato giovane pusher

cocaina 2' di lettura 22/06/2020 - Non si ferma l’attività del personale della Polizia di Stato in servizio presso la Squadra Mobile di Pesaro, mirata a contrastare lo spaccio di tutte le tipologie delle sostanze stupefacenti.

L’attività investigativa si è concentrata su alcuni soggetti stranieri responsabili dello spaccio di stupefacenti nei pressi del parco Miralfiore. In tale contesto gli agenti della Squadra Mobile hanno acquisito informazioni circa un giovane nigeriano al centro di un’attività di spaccio, il quale, al fine di evitare i quotidiani controlli delle Forze dell’ordine, aveva da poco spostato la propria zona d’azione dal succitato parco pubblico, all’area del campus scolastico di Via Nanterre.

Al fine di verificare le notizie acquisite gli investigatori, nella mattinata di venerdì, si sono appostati in quest’ultimo sito, fra l’altro frequentato, in quel momento, da numerosi giovani che dovevano sostenere le prove dell’esame di maturità. I poliziotti hanno avuto così modo di notare lo straniero in questione avvicinare un noto assuntore di stupefacenti ed effettuare con questi uno scambio “mano a mano”, estremamente sospetto.

L’immediato intervento degli agenti ha consentito di bloccare e di trarre in arresto lo spacciatore, nonchè di sequestrare una “pallina” contenente una dose di eroina del peso di gr.1,3. Inoltre sulla persona del predetto sono stati rinvenuti, oltre ai 50 euro ottenuti dalla cessione della dose, anche 280 euro, presumibilmente il provento di ulteriori episodi dispaccio e diversi telefoni cellulari utilizzati per condurre tale illegale attività.

Lo straniero, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, è stato condotto presso la locale Casa Circondariale. Nella mattinata odierna il GIP del Tribunale di Pesaro ha convalidato l’arresto ed ha disposto nei confronti del medesimo la misura cautelare della custodia in carcere.

Significativo di quanto oramai gli spacciatori abbiano affinato il loro modus operandi è il fatto che gli stessi, oltre a non portare addosso più della dose e delle poche dosi richieste dal cliente, confezionino la droga avvolgendola con vari strati di cellophane, termosigillando ogni strato, dandogli la conformazione di una piccola pallina, in maniera da poterla tenere in bocca e all’occorrenza ingerirla, rendendo così vano l’eventuale intervento delle Forze dell’Ordine.

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Questo è un articolo pubblicato il 22-06-2020 alle 18:50 sul giornale del 23 giugno 2020 - 2574 letture

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