Firmato il Protocollo d’intesa per la promozione della legalità e delle condizioni di sicurezza nel lavoro

sicurezza sul lavoro 5' di lettura 05/06/2020 - E’ divenuto operativo il “Protocollo d’intesa per la promozione della legalità e delle condizioni di sicurezza nel lavoro, relativamente ad appalti ed a concessioni di lavori pubblici e ad appalti pubblici di servizi nella provincia di Pesaro e Urbino”.

Il Protocollo, firmato nei primi giorni del mese di marzo, in piena emergenza da Covid-19, dai Comuni di Pesaro e di Fano, dalla Provincia di Pesaro e Urbino, dalle associazioni di categoria e dai sindacati dei lavoratori, dall’Ispettorato del Lavoro, dall’Inps, dall’Inail, dall’Azienda Ospedaliera Marche Nord, dall’Erap, è finalizzato a garantire la legalità ed il rispetto delle regole negli appalti pubblici.

“Si tratta di uno strumento di verifica e controllo importantissimo, dai tratti fortemente innovativi, in grado di intercettare quegli operatori che non risultino pienamente in regola dal punto di vista del rispetto dei contratti di lavoro e - tende a sottolineare il Prefetto- che consente di realizzare, in questo modo, anche il duplice obiettivo di assicurare la regolarità nell’esecuzione dei contratti pubblici e la libera concorrenza tra le imprese”. “Costituisce il frutto di un grande lavoro di squadra, condiviso ampiamente, che ha visto intorno allo stesso tavolo Amministrazioni pubbliche, Enti deputati al controllo, associazioni sindacali e di categoria”.

“Il Protocollo, con la sua prossima estensione in tutto il territorio attraverso la sottoscrizione anche da parte degli altri Comuni della provincia”, rileva il Prefetto, “assumerà grande rilievo anche in chiave di prevenzione antimafia, facendo emergere indicatori sintomatici di possibili tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico provinciale”. Grande soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti delle Organizzazioni sindacali territoriali sindacali (Roberto Rossini CGIL, Maurizio Andreolini CISL, Paolo Rossini UIL) per l’aggiornamento del precedente Protocollo risalente al 2011.

“Un lavoro lungo, fatto assieme alle associazioni datoriali, alle stazioni appaltanti e con l’attenta e proficua regia della Prefettura. Un lavoro utile, tanto più oggi che in piena emergenza sanitaria, trasformatasi in economica e sociale, il rischio di infiltrazioni criminali può trovare un terreno fertile ove mettere radici”. “Il nuovo Protocollo infatti - evidenziano le rappresentanze sindacali - amplia lo spettro di azione che passa dal solo settore edile anche alla fornitura dei servizi e analizzerà, tramite specifici controlli, tutti gli appalti, anche attraverso una circolarità delle informazioni che coinvolgerà sia le parti sociali che le Istituzioni come Inail, DTL, Asur e stazioni appaltanti con la Prefettura a monitorare, tramite un Gruppo di lavoro di Coordinamento, tutti i dati anomali che emergeranno”

“Consentirà di prestare la massima attenzione alla debolezza del tessuto produttivo duramente provato dalla pandemia – sottolineano CGIL CISL e UIL – e di evitare di percorrere scorciatoie che prevedano la possibilità di non applicare il codice degli appalti” “Per noi è importante che le imprese ed i lavoratori possano tornare al più presto in piena produzione, ma è ancor più fondamentale preservare il nostro territorio da pericolose infiltrazioni.” “Siamo certi- concludono i sindacati - che questo nuovo Protocollo possa dare un contributo in tal senso così come siamo convinti che tutti insieme lavoreremo affinché ciò accada.”

Il Dott. Papalini , Presidente di Confindustria Marche Nord - che ha partecipato attivamente nel Gruppo di lavoro anche a nome delle altre associazioni di categoria – rappresenta “di aver dato volentieri il contributo ai lavori del tavolo istituito dalla Prefettura per la revisione del Protocollo di Legalità per gli appalti pubblici” in quanto “lavorare nella legalità è una priorità per il nostro sistema delle imprese perché il rispetto delle condizioni di legge è quello che ci consente di mantenere la par condicio nella partecipazione alle gare d’appalto.” Il Presidente Papalini sottolinea l’importanza della verifica puntuale delle offerte e del monitoraggio circa l’esecuzione dei contratti che “rappresentano una garanzia di integrità non solo per il territorio, ma anche per quelle attività economiche che lavorano nel settore pubblico.”

E’ fondamentale, da questo punto di vista, continua il Presidente Papalini di Confindustria Marche Nord - “la collaborazione istituzionale tra gli enti preposti al controllo, il loro coordinamento affinché tutti forniscano le stesse indicazioni interpretative delle norme e soprattutto sia agevolato lo scambio di informazioni tempestive che consente di individuare e censurare quelle situazioni che possono essere in grado di minare l’integrità del nostro territorio.” Le imprese hanno bisogno di trasparenza delle regole e remuneratività degli appalti, queste sono a nostro avviso le pre-condizioni per contrastare l’accesso al mercato delle imprese irregolari”

“Crediamo che l’applicazione del Protocollo di Legalità – conclude Papalini - vada in questa direzione e confermiamo il nostro impegno a sollecitare imprese e stazioni appaltanti al suo massimo rispetto.”

“L’Ispettorato Territoriale del Lavoro, insieme all’ASUR, garantirà il pieno sostegno alla piena attuazione dei principi che sono alla base del protocollo d’intesa con mirate azioni di vigilanza, nell’attività di contrasto degli illeciti più significativi e di maggiore allarme economico-sociale, a garanzia della tutela sostanziale dei diritti fondamentali dei lavoratori, della legalità e della adeguatezza delle condizioni di lavoro, anche sotto il profilo della salute e sicurezza”, sottolinea la Dottoressa Di Muzio , da poco nominata responsabile dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro e Urbino che -in conclusione- evidenzia che “la pianificazione delle azioni ispettive e il loro coerente svolgimento mireranno perciò, in primo luogo, a contrastare i fenomeni del lavoro nero, dell’interposizione illecita di manodopera e della filiera dell’appalto e subappalto, nonché della proliferazione di altre specifiche forme di sfruttamento che si traducono in fattispecie di dumping connesse all’utilizzo, a scopo elusivo, degli istituti previsti dalla vigente normativa in materia lavoristica”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-06-2020 alle 10:24 sul giornale del 06 giugno 2020 - 284 letture

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