L'area archeologica di via dell'Abbondanza riapre al pubblico con un nuovo percorso di visita

area archeologica di via dell'Abbondanza 4' di lettura 13/02/2020 - Da sabato 15 febbraio, la domus di via dell’Abbondanza riapre al pubblico con un nuovo percorso di visita realizzato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche in collaborazione con il Comune di Pesaro e Sistema Museo, un intervento finalizzato ad una migliore fruizione dell’area e dell’esposizione museale.

Fra il 2017 e il 2018, per l’afflusso dei visitatori e i problemi di conservazione dei mosaici che necessitano di costante monitoraggio e manutenzione, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche ha ritenuto necessario istituire un percorso di visita obbligato per evitare il calpestìo dei pavimenti e allo stesso tempo favorire la visione della strada, parzialmente ostruita dall’altezza del muro di fondo della domus, e delle terme. Il nuovo percorso consiste in una passerella di ben 22 metri in struttura metallica verniciata e piano di calpestìo in vetro, che permette, in due tratti, di accedere al peristilio, alle vetrine e alle terme. Con il primo breve tratto si giunge direttamente dall’ingresso al peristilio migliorando le condizioni di transito e visibilità dell’entrata all’area, mentre con il secondo tratto ci si muove dal peristilio lungo il muro di fondo accostandosi alle due vetrine centrali e ammirando la strada basolata grazie all’elevazione, fino ad arrivare allo spazio antistante le terme con i relativi pannelli. Il percorso è stato studiato, infatti, per permettere la fruizione dei supporti didattici esistenti senza rimuoverli. È in corso di riposizionamento in spazi accessibili l’apparato per ipovedenti che non poteva essere raggiunto dalla passerella per motivi progettuali.

La passerella è progettata per armonizzarsi il più possibile con il contesto. Si è scelto quindi di utilizzare forme e materiali leggeri, con piani di calpestìo in vetro, parapetti a cavo, colori tono su tono rispetto alla pavimentazione a mosaico, come ben sperimentato in numerose aree al coperto recentemente musealizzate. I visitatori potranno accedere regolarmente a piccoli gruppi come già previsto proprio tenendo conto dell’estrema delicatezza della struttura e del microclima interno. Con nuove risorse, si prevede di avviare anche un monitoraggio annuale dei mosaici con apposite strumentazioni per individuare e risolvere eventuali problemi di conservazione.

Condiviso negli obiettivi con il Comune di Pesaro e Sistema Museo, il progetto è stato realizzato con fondi ministeriali ordinari appositamente richiesti dalla Soprintendenza nell’ambito degli interventi manutentivi annuali sulle aree archeologiche; progettazione e direzione lavori sono state interamente curate da personale interno della SABAP Marche.

In occasione della riapertura, sabato 15 e domenica 16 febbraio, ingresso gratuito per i possessori di card Pesaro Cult.

L’area archeologica della Domus
Inaugurata nel 2015 con un ricco apparato didattico, supporti multimediali in realtà aumentata, vetrine espositive con i reperti provenienti dagli scavi e un percorso per ipovedenti, la domus romana di via dell’Abbondanza costituisce una delle principali aree archeologiche di Pesaro. E’ stata scoperta nel 2004 durante la costruzione di una palazzina privata e scavata fino al 2005 sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni archeologici. Un accurato restauro delle strutture rinvenute, ha permesso di rendere fruibili i resti di una lussuosa dimora signorile di prima età imperiale riccamente decorata e di aprire una finestra nella storia della città dall'età augustea fino alla prima epoca rinascimentale. L’area consiste in un settore di residenza signorile di età romana, costruita fra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C., più volte restaurata e abitata almeno fino agli inizi del III secolo d.C.

L’ingresso principale si apriva su via Rossini (cardo); si conserva intatto il peristilio centrale, con resti di colonne in mattoni rivestiti da stucco e canalizzazione dell’acqua in pietra. Attorno al peristilio si snoda il corridoio pavimentato a mosaico bianco e nero su cui si aprono numerosi ambienti sempre pavimentati a mosaico con decorazioni a losanghe, svastiche, etc. Due eleganti soglie di passaggio ad ambienti non visibili restituiscono decori floreali e a veduta di un edificio ad arcate. Oltre il muro di fondo della domus, ben conservato con ampie porzioni del delicato affresco a vivaci tinte, si scorge la suggestiva vista di una strada basolata che correva dietro la casa. Un settore dell’area fu riutilizzato nel V secolo d.C. per la realizzazione di piccole terme di cui si conservano parte del calidarium e del suo forno di alimentazione.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-02-2020 alle 11:29 sul giornale del 14 febbraio 2020 - 1582 letture

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