Spaccio alla stazione, una 17enne: "Ho paura, da sola non ci vado più"

spaccio 2' di lettura 01/02/2020 - Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Corrado Brancati, avvocato, e membro del Consiglio di Quartiere Centro Storico per la lista Ascoltiamo Pesaro.

"Ieri l’altro, mia figlia di 17 anni, ha dovuto prendere il Treno. Abitiamo a poche centinaia di metri dalla stazione ed è andata da sola. Tornata a casa mi ha detto: “Io alla stazione da sola babbo non ci vado più, la prossima volta mi accompagni. E’ pieno di ragazzi che si vede benissimo che sono lì solo per spacciare. Ed io ho paura”. Come darle torto? La prossima volta la accompagnerò. Ed anzi, ho pensato, di essere stato imprudente a farla andare da sola, seppure in pieno giorno.

Ma poi mi sono ribellato a questo pensiero. Non è possibile che la zona della stazione, zona frequentata da centinaia di ragazzi, debba essere un luogo in cui avere paura di andare. Non è possibile che possa essere un luogo controllato da frotte di spacciatori. In fondo si tratta di uno spazio piuttosto limitato, assolutamente facile da tenere sotto controllo. Ho ben visto che nel corso di questi mesi numerose volte le forze dell’ordine si sono fermate sul posto per alcune ore. Ma il controllo non può essere solo episodico, in quanto appena le forse dell’ordine se ne vanno, gli spacciatori tornano.

Occorre dare un segnale forte e chiaro: nella zona della stazione lo spazio e il vagabondaggio non sono ammessi. E per fare questo il modo c’è ed è semplice: mantenere in pianta stabile una pattuglia delle forze dell’ordine sul posto. Giorno e notte. Si possono alternare Polizia Municipale, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, e se serve si può chiedere un supporto probabilmente anche alla locale caserma militare. Lo sforzo in fondo è abbastanza limitato.

So benissimo che questo non eliminerà lo spaccio di droga, e che i “venditori” si sposteranno semplicemente in un’altra zona. Purtroppo, lo spaccio di droga si batte solo con l’educazione e la mera repressione serve a poco. Tuttavia, una zona “sensibile” come la stazione deve essere frequentabile e sicura per gli adulti e soprattutto per i ragazzi. E su questo ritengo che non si possa transigere.

Per questo alla prossima riunione del Consiglio di Quartiere del Centro Storico mi farò portavoce di una richiesta dell’intero Consiglio per impegnare il Comune ad attivarsi al fine di predisporre, in unione con le altre forze di polizia, una pattuglia per il controllo permanente della zona. Sperando che i miei figli e i figli di tutti, possano almeno recarsi a prendere il treno in tranquillità".






Questo è un articolo pubblicato il 01-02-2020 alle 08:39 sul giornale del 02 febbraio 2020 - 6775 letture

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