Il Mamiani sede Morselli sarà il primo edificio scolastico col massimo grado di efficientamento energetico

6' di lettura 09/11/2019 - “Il liceo Mamiani di Pesaro, sede Morselli, per il quale sono in fase di assegnazione i lavori, sarà il primo edificio scolastico ‘nZEB’ tra quelli gestiti dalla Provincia di Pesaro e Urbino, vale a dire col massimo grado di efficientamento energetico, consumo quasi pari a zero, classe A4”.

Lo ha evidenziato il dirigente del Servizio Edilizia scolastica della Provincia Maurizio Bartoli al convegno “Usiamo il sole” promosso da Legambiente (circolo “Il Ragusello” di Pesaro), con i patrocini della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Cna di Pesaro e Urbino e la collaborazione del Centro Servizi Volontariato Marche. “L’elevato efficientamento energetico che raggiungerà l’edificio è frutto di un percorso iniziato anni fa dalla Provincia con la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti di vari istituti scolastici superiori, come il “Laurana” di Urbino, l’istituto “Donati” di Fossombrone, l’istituto “Battisti” di Fano, il Campus scolastico di Pesaro sede del “Bramante”, “Genga” e “Marconi”, oltre che sulla propria sede in viale Gramsci. Un percorso proseguito con puntuali interventi di efficientamento energetico al liceo scientifico “Torelli” di Fano, agli istituto “Genga” e “Bramante” di Pesaro, all’Itc “Battisti” di Fano, al “Mengaroni” di Pesaro, all’istituto “Montefeltro” di Sassocorvaro ed in altre scuole, per arrivare nel 2017 all’elaborazione, da parte dell’ex presidente della Provincia Daniele Tagliolini, di linee guida per la riconversione energetica e rinnovabile del patrimonio immobiliare della Provincia, condivise dall’attuale presidente Giuseppe Paolini, sulla base delle quali si intende rivedere complessivamente la gestione del calore e la riconversione energetica degli edifici scolastici di proprietà e in gestione, oltre alla sede di viale Gramsci”.

L’ESPERIENZA DELL’ISTITUTO “PIRANDELLO”
Il convegno, che ha visto la presenza degli studenti della “Commissione Ambiente” della scuola media dell’Istituto comprensivo “Gaudiano” di Pesaro, è stato moderato dal presidente del circolo di Legambiente “Il Ragusello” di Pesaro Enzo Frulla ed ha rappresentato un’importante occasione per fare il punto sul fotovoltaico ed in generale sulle energie rinnovabili. Il tutto a partire dall’esperienza dell’istituto comprensivo “Pirandello” di Pesaro, a cui 10 anni fa venne donato un impianto fotovoltaico da Vodafone ed Enel, con la collaborazione di Legambiente, nell’ambito del progetto “My Future”, che vide come beneficiarie 6 scuole italiane, tra cui quella pesarese, progetto di cui hanno parlato le docenti della scuola primaria Clorinda La Pietra e Patrizia Donigi, approfondito anche da Frulla. “Con l’energia prodotta attraverso il fotovoltaico – ha detto Enzo Frulla – la scuola Pirandello è autonoma e dunque non consuma l’energia prodotta dall’Enel, derivante quasi sempre dalle fonti fossili. Fra il valore dell’impianto fotovoltaico secondo i costi del 2009, gli introiti derivati al Comune di Pesaro dalla vendita dell’energia elettrica al GSE ed il risparmio in bolletta, si prevedono in 20 anni oltre 200mila euro di benefici per il Comune e per la scuola stessa. Gli impianti fotovoltaici sono oggi molto convenienti visto che il loro costo è inferiore a 2mila euro a kilowattora installato ed è possibile beneficiare di una detrazione fiscale del 50%. Non si paga l’energia elettrica che si consuma, ed oltre ad un risparmio energetico c’è un cambiamento climatico perché significa non bruciare combustibili fossili per la produzione di energia e quindi non immettere nell’aria gas nocivi che contribuiscono all’effetto serra”. L’esperienza della “Pirandello” è stata considerata più che positiva anche dall’assessore alla Crescita del Comune Giuliana Ceccarelli, che all’epoca dell’inaugurazione dell’impianto fotovoltaico era preside della scuola. Su altre esperienze si è soffermata la “Energy manager” del Comune di Pesaro Annarita Santilli, che ha evidenziato: “Oggi al Comune circa 65mila euro l’anno derivano dal fotovoltaico, di cui beneficiano anche le scuole”.

IL PIANO ENERGETICO REGIONALE
Il presidente della Commissione Ambiente della Regione Marche Andrea Biancani ha fatto il punto sulle politiche della Regione in materia di fonti rinnovabili, a tre anni dall’approvazione del Piano energetico regionale, che si pone come traguardo finale quello di ridurre in tutte le Marche il consumo di energia del 20% e di arrivare a produrne almeno il 25% con fonti rinnovabili. “In tutta la Regione - ha detto Biancani - sono partiti i progetti per rendere edifici pubblici e imprese meno impattanti e più efficienti dal punto di vista energetico. Sono stati assegnati quasi 20 milioni di euro, finanziando circa 100 progetti. Nella provincia di Pesaro e Urbino sono stati assegnati fondi per l’efficientamento energetico dei processi produttivi di 14 imprese ed abbiamo finanziato 10 Comuni per il miglioramento energetico di edifici pubblici e scuole”. Partiti anche i primi bandi regionali per la promozione della mobilità elettrica, mentre i prossimi bandi, come ricordato da Biancani, assegneranno incentivi per dotare i Comuni di auto elettriche e per promuovere l’acquisto delle colonnine anche da parte dei privati, da installare in aree aperte al pubblico, come i parcheggi dei supermercati o i distributori di carburante”.

I RISVOLTI OCCUPAZIONALI DELLE RINNOVABILI
Ma le energie rinnovabili stanno avendo ripercussioni positive anche sul versante occupazionale. “In Italia – ha detto il responsabile territoriale impianti energie della Cna di Pesaro Fausto Baldarelli – parallelamente alla crisi dell’edilizia che ha fatto perdere 530mila posti di lavoro, sono stati registrati 350mila occupati grazie alle energie rinnovabili, in particolare termotecnica e impiantistica. Ogni 200mila euro di investimento in rinnovabili genera 3 occupati diretti e 2 nell’indotto. Nel territorio provinciale abbiamo circa duemila imprese nel settore dell’economia circolare (impiantistica, edilizia, serramentistica e domotica), i nostri imprenditori si stanno adeguando e riqualificando in base alle nuove normative e stanno dimostrando grande attenzione e vivacità”.

IL DOSSIER LEGAMBIENTE “STOP SUSSIDI ALLE FONTI FOSSILI”
Il direttore di Legambiente Marche e responsabile scientifico Marco Ciarulli ha presentato il dossier di Legambiente nazionale “Stop sussidi alle fonti fossili”, con i dati raccolti sui sussidi di Stato che stanno ricevendo direttamente o indirettamente quanti operano sul versante delle fonti fossili. “Nel 2018 – ha detto – in Italia i sussidi alle fonti fossili sono stati 18,8 miliardi di euro. La parte più corposa sono i sussidi alle trivellazioni, ma ci sono anche sussidi per attività di produzione di idrocarburi. Riteniamo che dei 18,8 miliardi di euro, almeno 14 miliardi vadano cancellati subito o entro il 2025, reinvestendo quei soldi nelle energie rinnovabili”. Tra quelli subito eliminabili sono stati indicati le esenzioni alle trivellazioni, i finanziamenti alla ricerca e produzione di idrocarburi e allo sviluppo di rigassificatori e raffinerie.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-11-2019 alle 10:19 sul giornale del 10 novembre 2019 - 2355 letture

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