Jesi: Scarica materiale di scarto edile in un campo, la Polizia inchioda un artigiano

polizia 2' di lettura 16/10/2019 - Preziosa collaborazione di un agricoltore con la Polizia. Nei guai un 50enne, mentre per altri due ancora la posizione è da verificare.

Il Commissariato della Polizia di Stato di Jesi ha concluso una lunga attività di indagine per inchiodare i responsabili dei reati contro l'ambiente (Decreto Legislativo 152/2009 — Legge di Tutela Ambientale), precisamente dell'abbandono di rifiuti pericolosi e nocivi ed attività di gestione di rifiuti clandestina.

L'attività ha preso spunto verso la metà di settembre quando un agricoltore jesino, impegnato nella produzione di alimenti biologici, si era rivolto alCommissariato denunciando l'abbandono, su un terreno di sua proprietà, di una notevole quantità di rifiuti.

Insieme all'agricoltore, gli Agenti hanno effettuato un primo sopralluogo. Si trattava di una "discarica abusiva" composta, principalmente, da materiali di scarto di lavorazione di cartongesso unitamente a contenitori di vernici e solventi, vuoti o con scarsi residui, nocivi per l'uomo.

Scavando tra gli ammassi dei residui, che alla fine venivano valutati in oltre 120 metri cubi di materiale, l'agricoltore ed i poliziotti hanno ritrocato importanti indizi dai quali far partire l'attività di indagine. C'erano scontrini, frammenti di carta, note autografe e ritagli di progetti. La laboriosa ricostruzione effettuata dai Poliziotti poteva far risalire agli esercenti che avevano venduto il cartongesso ed i materiali di lavorazione, e anche gli intestatari delle carte di credito e bancomat utilizzati per il pagamento e alcune pratiche edilizie inoltrate in Comuni della Vallesina.

Dopo l'audizione di dieci testimoni e la precisa ricostruzione della vicenda, il Commissariato di Polizia di Jesi ha segnalato alla Procura della Repubblica di Ancona, per i reati sopra indicati, T.M., jesino di anni 50, artigiano, con precedenti penali anche in materia di violazioni della stessa normativa di tutela ambientale.

Segnalazione dei fatti è stata inoltrata al Comune di Jesi per la rimozione dei rifiuti , attività che verrà poi "addebitata" al responsabile. E' al vaglio la posizione di altri due artigiani della Vallesina, operanti in ambito edilizio e specializzate in "cartongesso", che per lo "smaltimento" dei residui delle loro lavorazioni si sarebbero rivolte al T.M. e non a centri specializzati, come previsto dalla vigente normativa.

Il Commissariato di Polizia di Jesi sottolinea l'ottimo rapporto di collaborazione avuto con il cittadino parte offesa del reato, che ha permesso l' individuazione del responsabile di un reato per il quale oggi, a buon titolo, la società ha particolare sensibilità, nonché l'avvio delle procedure di ripristino e bonifica del sito inquinato.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 16-10-2019 alle 21:46 sul giornale del 17 ottobre 2019 - 393 letture

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