Arrivederci Gavardiana: una comunità di artisti che si ringrazia reciprocamente

Gavardiana 2' di lettura 21/08/2019 - Nove giorni intensi, di passionali presenze, di sguardi veloci, di attenzione, di chiacchiere e di progetti. Una comunità di artisti che si ringrazia reciprocamente, per ogni consiglio, ad ogni invito, in ogni momento che dedica all’altro.

È bello alla fine leggere i ringraziamenti che ormai viaggiano in chat, perché siamo persone che si sono incontrate e frequentate che si sono fatte l’augurio sincero di rivedersi il prossimo anno, di rimettere in marcia una storia antica che spesso c’è chi riduce al già visto, al sempre quello, senza comprendere il profondo valore culturale e umano che invece rappresentano le persone, gli autori/artisti, i loro quadri, le ceramiche, le sculture, le fotografie e le poesie.

Si le poesie, perché l’arte non esposta, non detta ma da sempre presente alla Gavardiana è la poesia. Quella poesia che nasce da quel vicolo stretto in cui tutto è cominciato, che deve tornare protagonista, via Gavardini, la piccola strada che fiancheggia la casa natale di Rossini (Gioacchino), che ogni anno in questo nuovo millennio, dal suo balcone, ci regala e canta le sue arie per la gente stupita e plaudente e accompagna e coccola quegli artisti che intorno si radunano.

È nel 1963 che nasce la Gavardiana, ed è nel 2015 che riprende dopo 27 anni di sonno apparente. Ma la poesia non dorme, magari percorre strade inusuali, lascia tracce e si tramanda anche raccontandosi. Ecco allora quest’anno il segno che conferma e chiude un cerchio aprendoci a una nuova prospettiva: il recital di Carlo Pagnini, principe del vernacolo pesarese, poeta della storia, della sincera semplicità della gente e della vita della nostra città.

Carlo e la sua poesia non sono venuti alla Gavardiana, entrambi sono la Gavardiana.

Cara amica, tu che hai compiuto trent’anni e ora puoi anche rifarti il trucco, a te raccomando solo una cosa, resta la poesia che sei sempre stata: così ...

Frà il Bartolo e l’Ardizio

pare s’apra un precipizio,

son due braccia,

che cullan il mare,

custodi del vento,

che da esso sale.

Leggero,

come le fantasie,

di conchiglie,

strappate alla spiaggia,

posate, con dolcezza

lungo le vie

con le loro forme,

i loro colori,

le loro storie da sussurrare,

nella quiete della sera,

fra cielo, terra,

ed il mare.

Grazie amici, artisti e poeti, Auguri Gavardiana_






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-08-2019 alle 01:55 sul giornale del 22 agosto 2019 - 826 letture

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