Rifiuti di giardinaggio, Gruppo Giardinieri Pesaro: "La normativa italiana è complessa e in continua evoluzione''

Gruppo Giardinieri Pesaro 5' di lettura 12/08/2019 - Quando un giardiniere taglia l’erba o pota un albero, produce un “rifiuto speciale”. La normativa italiana è complessa e in continua evoluzione. Ma giustamente obbliga ad un corretto smaltimento. Il giardiniere non può bruciarlo, non può conferirlo a centrali a biomassa, non può accumularlo impropriamente ne’ - tantomeno! – abbandonarlo per strada. Nella zona di Pesaro, Marche Multiservizi lo ritira gratuitamente, ma solo ai privati ed in “piccoli quantitativi”. Occorre chiamare un numero verde, accumulare il materiale in un luogo idoneo e aspettare.

Ormai da diversi anni, i professionisti pesaresi si sono organizzati per il “trasporto a smaltimento”
iscrivendosi ad un Albo Regionale dei Trasportatori. Possiedono veicoli idonei, compilano un regolare formulario e conferiscono sfalci e potature ad una struttura privata convenzionata. La lavorazione del materiale e lo smaltimento vero e proprio avviene con l’intermediazione di Marche Multiservizi. Sostanzialmente a costo zero per il cittadino. Che comunque paga le cosiddette “imposte sui rifiuti”. Siamo fortunati. Perché in molti altri posti non è così. A Rimini, ad esempio, per conferire i rifiuti al centro di raccolta le imprese pagano: circa 6 € al quintale. Lo stesso succede nella zona di Ancona (5 €/qle).

Alla fine dei conti, supponendo che il furgone di un giardiniere trasporti in media 10 quintali di rifiuti, il cliente finale spende circa 60 €. Più il trasporto. Già lo scorso autunno, senza alcun preavviso, il centro di Pesaro è stato chiuso. Avevano raggiunto il limite massimo autorizzato dalla Provincia per l’anno 2018. Novembre e dicembre sono stati mesi difficili, nel pieno della stagione delle potature: imprese ferme, camion carichi e lavoratori a casa... Per questo motivo si è costituito il “Gruppo Giardinieri Pesaro” che ha sensibilizzato la cittadinanza, ha incontrato l’Assessore all’Ambiente e Marche Multiservizi. Con spirito di collaborazione reciproca si è cercato di evitare polemiche
e di limitare i disagi.

Con il nuovo anno, ci siamo preparati al peggio. Qualcuno ha iniziato a promuovere sistemi di compostaggio o lavorazioni a basso impatto, tipo trinciatura o mulching... Qualcun altro si è attrezzato con biotrituratori o cippatori… per ridurre i quantitativi. Ma il conferimento presso un centro di raccolta rimane indispensabile:
ad oggi, nessuna piccola ditta locale è veramente in grado di gestire autonomamente la problematica. Sia per motivi economici, sia per ragioni tecniche, sia per esigenze autorizzative.
Ora siamo solo ad inizio agosto 2019. E di nuovo non è possibile scaricare a Pesaro. Chiuso. Non è nostra intenzione fare polemica, ma dobbiamo informare la cittadinanza. Le nostre imprese non possono più conferire al centro convenzionato. Si dovrà andare a Rimini, Fossombrone o Urbania…

Oltre ai costi di trasporto, bisognerà computare gli oneri di discarica. La gestione dei rifiuti da parte del giardiniere “regolare” costerà di più. Per la gioia degli abusivi e dei furbi che scaricano il materiale scorrettamente, abbandonandolo a carico della Collettività. Chiediamo al Comune di Pesaro, alla Provincia di Pesaro e a Marche Multiservizi, di rivedere al più presto la politica sui rifiuti di giardinaggio. Non possiamo aspettare gennaio 2020 per scaricare i camion, liberare i depositi temporanei e riprendere l’attività. Sono in pericolo numerosi posti di lavoro. Bisogna garantire i servizi ai cittadini e salvaguardare l’ambiente.

Le piccole imprese locali che sottoscrivono questo documento sono:
Vidaverde di Sgherri Stefano e Tiberi Mirko;
L’Arborista di Paolo Attili;
Tecnopratica di Galeazzi Dott. Davide;
Talevi Alessandro Giardiniere;
Giardingegno di Chieli Stefano;
Miscanthus Società Agricola;
Vivaio piante Pantanelli di Pantanelli Laura e Coccia Luigino;
Il Pollice Verde di Giovanni Masotti;
Il Giardino 2.0 Società Agricola;
Renzi Roberto giardiniere;
Mazzoli Giuliano giardiniere.
Questa iniziativa è sostenuta dall’Associazione Italiana Professionisti del Verde – Delegazione Marche.

Qualche ulteriore considerazione, a corollario …:
- Perché di nuovo questa “imboscata”? Ci avevano promesso un aumento dei volumi lavorabili per l’anno 2019 e invece – di nuovo! – si chiudono improvvisamente i cancelli, senza un chiaro preavviso, lasciandoci nella impossibilità di lavorare correttamente.
- Comune di Pesaro e Marche Multiservizi concordavano sulla necessità di informare anticipatamente la cittadinanza; i nostri clienti privati non capirebbero il notevole aumento delle
tariffe… già faticano a pagare il “trasporto a smaltimento” di un materiale per il quale pagano regolarmente le imposte, o almeno credono…
- Cosa succederebbe se, improvvisamente, venissero chiuse le discariche per gli edili? O se si fermasse la raccolta differenziata per i gommisti?... qualcuno avrebbe il coraggio di dire ad un albergatore, in piena stagione estiva: “non possiamo più raccogliere i rifiuti organici. Si arrangi in un altro modo”…
- Le cosiddette “imposte sui rifiuti” comprendono una quota relativa alla raccolta e allo smaltimento degli sfalci e delle ramaglie. Non per niente, fino ad oggi, si conferiva gratuitamente. Si suppone appunto perché una parte dei costi sono sostenuti dalla collettività. Visto che l’Amministrazione non è più in grado di garantire il servizio, perché i cittadini dovrebbero continuare a pagare lo stesso importo?
- Il titolo di tutta questa brutta storia, il vero scoop giornalistico, dovrebbe essere: “a Pesaro, la raccolta differenziata degli scarti di giardinaggio, FUNZIONA!!! Grazie a Marche Multiservizi e alle piccole imprese locali, già da tempo si superano i quantitativi annuali previsti con molti mesi di anticipo! Il materiale viene raccolto correttamente dai vari attori della filiera e viene avviato ad un virtuoso ciclo di trasformazione, riciclo e riuso! I soldi dei contribuenti sono ben spesi. La città è più pulita. L’ambiente ringrazia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-08-2019 alle 14:26 sul giornale del 13 agosto 2019 - 3926 letture

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